L'INTERVISTA»MARC GENÉ

DALLA PRIMA DELL'INSERTO di CRISTIANO MARCACCI In questa intervista il pilota spagnolo ci parla di Monza, del mercato piloti e del futuro della Ferrari. È sicuramente uno fra i piloti più colti dell'intera Formula 1, essendo l'unico laureato in economia. Lunga e articolata la sua carriera con le monoposto. Ha cominciato addirittura a 13 anni, ovviamente nel karting. Prima di approdare in Ferrari nelle vesti di collaudatore, ha corso con Minardi e Williams, disputando nel complesso 36 Gran premi. Dall'alto della sua esperienza e delle sue competenze, apprezzatissime dal grande pubblico di Sky Sport Formula 1, Gené ci guida alla scoperta di Monza e della parte finale del Mondiale. Vettel è proprio irraggiungibile? «No, direi proprio di no. Non è irraggiungibile, ci sono ancora otto gare sino alla fine del campionato e come abbiamo visto nel passato il gap di punti che c'è adesso può essere sicuramente ridotto». In una recente intervista Jacques Villeneuve ci ha detto che Vettel è diventato ancora più imbattibile, perché rispetto agli anni scorsi perde meno la testa, è più lucido, più riflessivo e più calcolatore. In sostanza è molto più campione. È d'accordo? «Sebastian Vettel negli ultimi anni è diventato più maturo, come è normale che sia e quest'anno sta guidando molto bene». Quanto può incidere da ora fino al termine del campionato l'arrivo in Ferrari dalla Lotus di James Allison? «L'arrivo di James Allison è importante, ma lui è solo una persona in più delle tante che formano la scuderia. Ha iniziato a lavorare proprio in questi giorni ed è normale che il suo input non si potrà vedere nell'immediato». Secondo lei, a Maranello fanno bene a continuare sulla strada dello sviluppo della macchina del 2013 o sarebbe meglio concentrarsi sul ritorno del turbo? «Quest'anno stiamo sviluppando contemporaneamente la macchina del 2013 e lavorando su quella che correrà nel 2014. In funzione di come si svilupperà prossimamente la stagione decideremo dove spostare più risorse». Il caos gomme sembra avere una nuova fase. Ci saranno altri contraccolpi prima della fine della stagione? Qual è il suo giudizio complessivo sull'operato della Pirelli? «A Spa hanno saputo rispondere subito al problema della gomma di Alonso e Vettel durante le prove del venerdì, garantendo la sicurezza per i piloti. Penso che i problemi che abbiamo visto a Silverstone siano superati». Monza, una delle capitali del Circus che ogni anno viene messa in discussione da Ecclestone. Lei vedrebbe meglio il Gp d'Italia al Mugello, patria del Cavallino? «Monza è una delle mie piste preferite per cui mi dispiacerebbe tanto se non fosse inserita nel calendario del campionato mondiale. È la pista più veloce del campionato con un'atmosfera unica. Tuttavia, la cosa più importante è che ci sia almeno un Gp in Italia. Anche il Mugello è una pista straordinaria e da brividi». Un consiglio a uno dei prossimi protagonisti del Gp d'Italia: come e dove si vince a Monza? «Per Monza è molto importante l'affidabilità (è una pista dura per i freni, i motori, le sospensioni, ecc.), ma qui si vince se si trova un buon compromesso fra carico aerodinamico e grip meccanico per la prima e seconda variante e per le Lesmo 1 e 2». Ci sono ancora numerose gare prima della fine del campionato. Quali sorprese ci dovremo attendere? «Ci saranno sorprese, sicuro. Secondo me i due prossimi Gran premi, Monza e Singapore, sono gare dove tutto può accadere». Ci faccia un nome della Formula 1 del futuro. «Non saprei dire». Quanto è difficile per un pilota entrare nella cabina di commento e spiegare cosa sta accadendo a chi sa poco o niente di motori? Il rischio di finire nel "tecnichese" è sempre dietro l'angolo... «La mia difficoltà è spiegare le questioni tecniche, perché devono risultare interessanti per i telespettatori che ci seguono da casa e allo stesso tempo poco utili per le squadre concorrenti della Ferrari, quando mi trovo a parlare delle monoposto di Massa e Alonso». ©RIPRODUZIONE RISERVATA