L'Iran avverte: pronti a colpire Israele

di Bijan Zarmandili wROMA In attesa di quello che la Guida della Repubblica islamica, Ali Khamenei, ha definito ieri un "disastro", il regime iraniano si prepara a valutare i danni, ma anche i vantaggi, che un attacco militare americano contro la Siria di Bashar el-Assad potrà causare per il proprio futuro. Khamenei ha ricordato che la regione mediorientale «è una polveriere e il futuro non può essere previsto». Quindi, una prospettiva inquietante cui non è escluso che «Tel Aviv sarà colpita e diventerà lecito attaccare Israele», come ha fatto notare una fonte militare iraniana. Toni leggermente diversi del neo-presidente Hassan Rohani, che ieri ha riunito il governo per discutere del caso siriano e dell'imminenza di un attacco americano: «Ogni forma di un nuovo avventurismo militare nella regione provocherà la crescita dell'estremismo e del terrorismo», ha detto Rohani. «I popoli del mondo, in particolare quelli mediorientali, non hanno alcuna preparazione per affrontare una nuova guerra. Prima di prendere delle decisioni affrettate e opportunistiche - ha sottolineato - sarebbe meglio un'inchiesta indipendente da parte delle Nazioni Unite sulla responsabilità dell'uso delle armi chimiche in Siria, armi di cui sono stati vittime a suo tempo gli iraniani. In ogni caso - ha concluso - qualsiasi soluzione della crisi dovrà essere concepita nel contesto delle regole e delle leggi internazionali». Un insieme di minacce, ma anche cautela, da parte dei dirigenti iraniani, consapevoli del peso che ha la storica alleanza tra Iran e Siria nel momento in cui Damasco è minacciata di essere attaccata. Un attacco che avrebbe obiettivo, tra l'altro, indebolire l'asse sciita composta dall'Iran, la Siria, gli Hezbollah libanesi e una parte consistente della maggioranza sciita in Iraq. I vertici militari iraniani sono convinti che «indebolire il governo siriano significa far crescere l'insicurezza d'Israele, che non solo sarà l'obiettivo degli attacchi provenienti da Damasco e dei suoi alleati, ma anche di estremisti che troveranno terreno fertile per le loro ambizioni». Molti osservatori sostengono che la guerra contro Assad, responsabile a giudizio degli Usa dell'utilizzo di armi chimiche, sarebbe un avvertimento anche agli iraniani. Ma, quando Khamenei, i militari iraniani e il presidente Rohani parlano del precipizio degli equilibri nella regione e di scenari disastrosi, il loro principale timore è un attacco israeliano contro i siti nucleari iraniani, da tempo ventilato da Netanyahu. ©RIPRODUZIONE RISERVATA