Nove milioni di italiani in difficoltà per il lavoro
ROMA Disoccupati, scoraggiati, cassa integrati, precari e part-time non per scelta: la platea dei lavoratori (o ex) in difficoltà è ampia e supera, per la prima volta dall'inizio della crisi, quota nove milioni. A dirlo è l'ultimo rapporto dell'associazione Bruno Trentin Ires della Cgil: si tratta per l'esattezza di 9 milioni e 117 mila persone che, al primo trimestre dell'anno, rientrano in quella che viene definita l'area della sofferenza e del disagio occupazionale. La situazione economica e sociale non è affatto semplice. In vista della ripresa dei lavori, i leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, ed il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ieri mattina si sono incontrati per riprendere le fila e fare il punto della situazione. Il numero delle persone in difficoltà nel Paese testimonia il «progressivo deterioramento» del mercato del lavoro: rispetto al primo trimestre 2012, infatti, sempre secondo il rapporto Cgil, si registra un incremento del 10,1% (equivalente a +835.000 unità); rispetto al primo trimestre 2007 l'aumento è addirittura del 60,9% (+3 milioni e 450 mila persone). In particolare, l'area della sofferenza occupazionale è costituita da disoccupati, scoraggiati e cassa integrati e si attesta a 5 milioni e 4 mila persone; quella del disagio, che identifica i precari ed i part-time involontari, a 4 milioni e 113 mila unità.