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di Maria Rosa Tomasello wROMA Nel conto alla rovescia verso l'attacco, l'Italia punta le ultime carte sulle possibilità residue della diplomazia. Il presidente del Consiglio Enrico Letta ribadisce al telefono al premier inglese David Cameron che l'uso di gas contro la popolazione siriana è «un crimine inaccettabile che non può essere tollerato dalla comunità internazionale» e ripete che in Siria con l'utilizzo massiccio di armi chimiche «si è oltrepassato il punto di non ritorno». Roma però non partecipa al fermento dei Paesi che scaldano i motori per l'intervento. La priorità, per il governo, resta la soluzione politica ed Emma Bonino avverte: l'Italia non prenderà parte a soluzioni militari «al di fuori di un mandato del Consiglio di sicurezza dell'Onu». Senza il via libera del Palazzo di Vetro, fanno sapere fonti governative, non sarà concesso neppure l'uso delle basi militari presenti sul territorio nazionale e l'appoggio logistico che comunque, finora, non sono stati richiesti. La partita è aperta su più tavoli. La Nato, annuncia il ministro Bonino, discuterà del caso Siria domani a Bruxelles, mentre già oggi, con la situazione che precipita di ora in ora e nuove denunce di attacchi chimici da parte dell'opposizione, potrebbe essere convocata la riunione del Consiglio di sicurezza. Il 4 settembre, inoltre, si terrà una riunione a livello ministeriale tra i Paesi "amici della Siria" e dell'opposizione. Per l'Italia – ripete il ministro durante l'audizione davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato – «l'unico quadro di riferimento giuridico» è un mandato dei Quindici: «Non è un modo di scaricare le responsabilità, ma un'assunzione piena di responsabilità nei teatri in cui già operiamo, al limite e anche oltre il limite delle nostre capacità» aggiunge, citando Libano, Afghanistan, Libia. Per Emma Bonino «non c'è soluzione militare al conflitto siriano», ma esistono «altre strade percorribili», come il deferimento dei responsabili alla Corte penale internazionale o l'esilio dei vertici del regime. Perché, e lo sottolinea, si rafforza l'ipotesi «che siano state le forze siriane a fare un uso massiccio di agenti chimici letali, in particolare il sarin, il più letale» e l'impiego di armi chimiche contro i civili, ribadisce, «è un crimine contro l'umanità». «Dobbiamo continuare a indicare la strada privilegiata della soluzione politica della crisi – conferma il ministro della Difesa Mario Mauro, preannunciando un «assenso» dell'Italia all'orientamento della comunità internazionale. «La nostra voce non deve essere timida, ma in sintonia con il ruolo degli alleati e capace di indicare che la priorità deve essere data alla soluzione politica del caso – sottolinea – Nelle prossime ore si potrà capire qual è la soluzione più adeguata, ma prima bisogna rispondere a delle domande». I partiti si allineano compatti alla posizione del governo. «No all'uso delle armi, l'unica opzione è la diplomazia» scrive su Twitter il Pd. Per il vice presidente dei senatori democratici Giorgio Tonini, l'attacco sarebbe «un'azione di forza fuori dalla copertura giuridica», un'operazione discutibile «anche per ragioni politiche: perché non è affatto chiaro al momento quale sia la posizione prevalente in seno all'opposizione al regime». Il Pdl, con Deborah Bergamini, plaude al ministro Bonino, sollecita «prudenza» e chiede che gli ispettori Onu accertino la verità sulla strage. «L'Europa parli una sola voce ed eviti l'avventurismo» dice Anna Maria Bernini. A sinistra, Sel condanna l'uso dei gas, ma dice no a un intervento armato «per quanto limitato o chirurgico che sia» e chiede che non sia offerto alcun supporto logistico, «a partire dall'eventuale uso di basi e dal diritto di sorvolo». Rifondazione comunista, invece, attacca gli Stati Uniti: «Obama mente sulle armi chimiche in Siria, non ci sono prove certe – accusa Paolo Ferrero – siamo di fronte allo stesso copione che portò Tony Blair a mentire sulle armi di distruzione di massa di Saddam». E la Lega, con Roberto Calderoli, sentenzia: «Al nostro Paese è bastato un Kosovo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA