«Vettel lanciatissimo per la Ferrari è dura»

di Cristiano Marcacci Le lepri scappano bene tra le fitte boscaglie delle Ardenne e il circuito di Spa-Francorchamps può diventare il trampolino di lancio verso il suo quarto sigillo iridato consecutivo. Dalla sua Sebastian Vettel ha non solo una monoposto che l'asseconda alla grande, bensì una maggiore dose di maturità e lucidità rispetto alle annate precedenti. Ne è convinto l'ex pilota di Formula 1 Jacques Villeneuve, figlio dell'indimenticato Gilles e oggi commentatore di Canal Plus e Sky. Villeneuve ci parla della corsa al titolo alla vigilia della gara che segna il ritorno in pista del Circus dopo la pausa estiva. Cominciamo proprio da Vettel. È davvero irraggiungibile? «Guardando la classifica e i punti che lo distaccano dai principali avversari, direi di no. Ma c'è da tener ben presenti due aspetti: che la Red Bull sta andando forte e ha ben pochi problemi e che Sebastian sta guidando benissimo. È in grande forma, sono indubbiamente il pilota e la squadra che in questo momento stanno lavorando meglio di tutti». Vettel le piace tantissimo. «Sì, trovo che sia migliorato parecchio. È più maturo, ha la testa sulle spalle, non si lascia tradire dall'aumento della pressione, non si arrabbia più, sa accontentarsi, è più calcolatore. Insomma, è più uomo e, quindi, più campione». E alla Ferrari cos'è successo? È già finita la luna di miele con Alonso? «Mi auguro che la Rossa si riprenda e che questa lunga pausa abbia fatto bene un po' a tutti. Dopo l'ultimo Gp prima delle ferie estive l'ambiente era diventato abbastanza negativo, la vita dentro la scuderia del Cavallino si era fatta più difficile. Usare i giornalisti e gli organi di stampa per dire le cose e affermare certe critiche, come ha fatto tempo fa Alonso, non è una bella cosa. Sono curioso di vedere cosa succederà dopo queste tre settimane di sosta, anche perché ultimamente sia Raikkonen sia Hamilton mi sembravano in grado di procurare più di un fastidio allo spagnolo». A Maranello continuare a pensare al titolo è un'utopia? «Si respira un'energia non positiva. In casa Ferrari non c'è uno sviluppo che abbia funzionato a dovere. I passi in avanti sono stati molto piccoli, tutt'altro che decisivi. Penso che al titolo non ci pensi ormai più nessuno. La squadra si sente come smarrita, ora ci vorrebbe un gran bisogno del pilota, di uno che sa rilanciare il morale e gli stimoli». Capitolo Massa: chi vede meglio al suo posto in Ferrari? Raikkonen o Hulkenberg? «L'ipotesi di un ritorno di Raikkonen in Ferrari è affascinante ma al tempo stesso complessa da gestire. Hulkenberg è un pilota tutto da scoprire, perché ora con la Sauber è praticamente inesistente. Comunque, mi sembra che stia lavorando bene». Le gomme continueranno a rappresentare un incubo anche nella seconda parte della stagione? «Al momento penso non ci siano più grossi problemi. Soprattutto sotto il profilo della sicurezza da garantire, dopo il fenomeno della delaminazione. La Pirelli ha fatto progressi e ha lavorato molto bene. C'è sempre una grande usura, ma questa è stata voluta dal nuovo regolamento, per aumentare la spettacolarità delle gare. Chi ha, secondo lei, da sparare ancora delle cartucce? «Hamilton e Raikkonen ci faranno sicuramente divertire. L'inglese è in grande crescita, mentre il finlandese sta tornando tra i protagonisti dopo un periodo di calo. In gara fa molto bene e, soprattutto, sa usare perfettamente le gomme, le consuma molto meno degli altri. Il regolamento gli sembra cucito addosso come un vestito aderente. Credo che possa dire la sua fino al termine del campionato». Commentando le gare da bordo pista prova tanta nostalgia? «Quando sono nella cabina di Sky penso solo al commento e alla telecronaca. Quando sono a casa davanti alla tv, invece, sono più portato a identificarmi nei piloti e a dire "io avrei fatto così" oppure "mi sarei comportato diversamente". Comunque, quello che faccio ora mi piace, e non poco. E poi, sono sempre un pilota. Nel cuore e anche nel fisico, dato che corro in Nascar». ©RIPRODUZIONE RISERVATA