Bolt si mangia anche i 200 La Trost è settima nell'alto
MOSCA Volando in scioltezza sui 200 in 19''66, Usain Bolt ha conquistato ai mondiali di Mosca il suo terzo titolo iridato consecutivo sulla distanza, bissando il successo di domenica scorsa sui 100 e regalando al suo Paese la quarta medaglia nello sprint di questa competizione, dopo l'analoga doppietta della connazionale Shelly-Ann Fraser-Pryce. Un successo che arriva nella ottava e penultima giornata, quella del naufragio dell'ultima speranza azzurra, con Alessia Trost solo settima sulla stessa pedana dove Sara Simeoni vinse l'oro olimpico nel 1980. A quasi 27 anni (li compirà tra tre giorni), Bolt insegue quello che potrebbe essere l'unico primato della kermesse: fare tris oggi con la 4x100, uguagliando negli ori la collezione iridata di Michael Johnson (8 tutte d'oro) e di Carl Lewis (8 d'oro, 1 d'argento e 1 di bronzo), ma superando entrambi grazie ai suoi due argenti. Ieri Bolt ha dominato la gara, in uno stadio quasi esaurito e multicolore dove però sono state vietate alle atlete le unghie smaltate color arcobaleno come segno di protesta contro la controversa legge russa che proibisce la propaganda gay in presenza di minorenni. Dopo una partenza bruciante, il giamaicano è uscito prepotentemente davanti nella seconda parte nella curva, permettendosi di decelerare nel finale: 19''66, con cui ha migliorato il suo stagionale (19''73). Dietro di lui, il connazionale Warren Weir (19''79), bronzo a Londra, e l'americano Curtis Mitchell (20''04), che per solo un decimo davanti a Nickel Ashmeade ha impedito un podio tutto giamaicano come alle Olimpiadi. Per gli azzurri, la 20enne Alessia Trost, si è fermata a 1,93 m, sbagliando l'1,97 (il suo record è di due metri), rimediando solo il settimo posto ma resta una promessa. Oro alla russa Svetlana Shkolina, l'unica oltre i 2,03. Nella 4x400 donne, dominata dalla Russia, l'Italia ha chiuso sesta ma è stata squalificata perché l'ultima frazionista, Libania Grenot, si è fatta sfuggire di mano il testimone prima del traguardo per un colpo di una concorrente ucraina che le correva a fianco.