Letta: «Serve maggiore compattezza»
di Gabriele Rizzardi wROMA Stringere i bulloni, mettere in sicurezza il governo e proteggerlo dalle continue incursioni di chi, nel Pd ma anche nel Pdl, non ha mai digerito le larghe intese e usa un congresso o una sentenza per mettere in discussione le scelte di palazzo Chigi o far saltare accordi faticosamente raggiunti. E' questa la "mission" di Enrico Letta, che si trova impegnato a difendere la credibilità e la stabilità del paese e che nel giro di pochi giorni vedrà tutti i gruppi parlamentari della maggioranza per fare subito quel "tagliando" chiesto nei gironi scorsi. Il primo appuntamento è fissato per oggi, con il gruppo del Pd alla Camera, domani vedrà i gruppi del Pdl di Camera e Senato mentre la prossima settimana, probabilmente mercoledi, è previsto l'incontro Scelta Civica. L'ultimo faccia a faccia è previsto giovedì della prossima settimana con il gruppo del Pd di palazzo Madama. Il premier chiederà alla sua maggioranza più compattezza e spiegherà che il programma su cui ha ottenuto la fiducia deve essere rispettato da chi lo ha votato. E si può essere certi che la discussione più "impegnativa" sarà quella con quei parlamentari democratici che sostengono il governo ma non riescono ad identificarsi con il governo delle larghe intese. A far discutere è sempre il congresso. I renziani, ad esempio, non hanno affatto digerito il retroscena pubblicato ieri dalla Stampa secondo il quale i bersaniani sarebbero pronti a lanciare Letta come miglior candidato da contrapporre a Renzi. Un'indiscrezione che ha subito riacceso gli animi dei renziani. «Allora è proprio vero che Letta sarà l'anti- Renzi. A questo punto, ci aspettiamo che Epifani fissi la data del congresso...» commentano i parlamentari più vicini al sindaco di Firenze. Ma ad agitare le acque è anche il caso di Rosario Crocetta, finito sotto accusa per la sua doppia tessera, quella del Pd e quella del Megafono. Il governatore della Sicilia, che si è candidato alla guida del Pd nazionale, rischia l'espulsione. Ma lui non è affatto preoccupato. «Ho la coscienza a posto e sinceramente mi sembra una cosa surreale» risponde Crocetta, che non rinuncia a punzecchiare Epifani («Mi sarei aspettato una sua telefonata») e attacca il renziano Davide Faraone che lo aveva definito un "professionista dell'antimafia". La commissione di garanza del Pd gli ha posto un ultimatum: o con il Pd o con il Megafono. ©RIPRODUZIONE RISERVATA