Giustizia, i giorni caldi del Cavaliere

ROMA La sentenza Ruby 2, il rinvio a giudizio per il caso De Gregorio, il verdetto della corte di Cassazione sul processo Mediaset. Sono giorni fuoco quelli che attendono Silvio Berlusconi sul fronte giustizia. Già questa mattina i giudici della quinta sezione penale del tribunale di Milano davanti ai quali si è celebrato il processo Ruby bis si ritireranno in camera di consiglio per decidere se condannare Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, di ben 34 ragazze compresa Karima El Marouh: le ragazze delle cene e del bunga bunga, delle notti ad Arcore e delle buste piene di soldi. Per l'ex talent scout, l'ex direttore del Tg4 e l'ex consigliere regionale del Pdl, i pm Pietro Forno e Antonio Sangermano hanno chiesto sette anni di carcere: la stessa pena inflitta al Cavaliere, poco meno di un mese fa, nel processo madre. Ma nel venerdì nero di Berlusconi un'altra tegola potrebbe cadere sul leader del Pdl. In giornata riprende a Napoli l'udienza preliminare sul caso De Gregorio. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio di Berlusconi - con l'accusa di corruzione - per i tre milioni di euro versati in nero a Sergio De Gregorio, all'epoca senatore eletto nell'Idv, al fine di farlo passare nelle file del centrodestra, e rendere così precaria la già difficile vita del governo Prodi. Oltre che per il Cavaliere, il giudizio è stato richiesto per lo stesso De Gregorio - che ha concordato il patteggiamento - e per l'ex direttore dell'Avanti, Walter Lavitola. A decidere sarà, probabilmente già in giornata, il gup Amelia Primavera. Tra due settimane, il 30 luglio, sarà invece la volta del processo Mediaset che sbarca in Cassazione, davanti ai giudici della sezione feriale, per il giudizio definitivo. Accusato di frode fiscale il Cavaliere rischia di vedersi confermata la condanna a quattro anni (più cinque di interdizione) inflittagli in appello. Il Pdl intanto ieri è sceso in campo con un dossier in cui si afferma che le «inutili» indagini sulla vicenda Mediaset sarebbero costate, tra consulenze e rogatorie, 20 milioni di euro. Nel documento si parla di un processo «assurdo», di «risibili teoremi protratti all'infinito». E fioccano nuove accuse ai giudici di primo e secondo grado. (n.a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA