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LA POLEMICA Il terrorismo sull'amianto nHo letto con un certo stupore e un po' incredulo, l'articolo apparso venerdì 12 luglio titolato "Amianto, esposto contro la discarica di Ferrera". Non conosco il progetto presentato dalla Società Acta e nemmeno chi è titolare della stessa, ma avendo avuto nei 50 anni di vita universitaria l'opportunità di studiare e cercare di capire i fattori che condizionano il complesso rapporto Ambiente/Salute, mi sorge spontaneo porre qualche domanda: 1) Perché tanto "terrorismo psicologico" per un problema che se gestito correttamente non solo ha un basso impatto ambientale, ma contribuisce a eliminare qualche kg di polveri contenenti amianto che, provenienti da erosione di superfici obsolete presenti sul territorio provinciale, continuano a essere presenti nell'aria che respiriamo? 2) Uno dei compiti dell'Ona non è proprio la conoscenza del problema amianto sul territorio, l'individuazione e l'indicazione delle priorità relative alla rimozione e allo smaltimento? 3) Da quando è "ipotesi di reato" chiedere legittimamente di realizzare un'opera? 4) Cosa c'entra la Procura perlomeno in questa fase? 5) I signori Fabbretti e Bonanni (e magari qualcun altro che glielo ha suggerito) pensano che nelle Procure abbiano del tempo da perdere? 6) Tanta attenzione e solerzia su questo progetto a chi giova? 7) Questo progetto rappresenta un grave pericolo per l'incolumità della popolazione, oppure disturba, può o potrebbe "disturbare" qualcuno? Chi? 8) I sindaci, e primi fra tutti quelli attuali e precedenti dei Comuni di Sannazzaro e Ferrera, si sono preoccupati con la stessa solerzia degli "impatti ambientali" e dei riflessi diretti ed indiretti sulla salute dei loro concittadini nelle varie e numerose fasi che hanno caratterizzato l'ampliamento della Raffineria? Infine, tenuto conto che è naturale che qualche piccolo incidente possa capitare e che, da quanto ho letto, quello successo il mese scorso ha avuto riflessi ambientali misurabili a qualche decina di chilometri dalla sorgente (in valle Scrivia), avendo qualche amico che abita a Sannazzaro e nei Comuni limitrofi, ho chiesto loro se fossero "preparati" o fossero stati informati o fossero stati coinvolti in una qualche esercitazione o prova di evacuazione in caso di emergenza ambientale causata da un incidente rilevante: la risposta è stata semplicemente «no». Che tristezza! Se penso alle lotte degli anni '40 per la conquista della Libertà… a quelle degli anni '70 per l'emancipazione… al barlume di speranza che qualcosa cambiasse negli anni '90... all'apatia dei nostri giovani… ai miei piccoli nipotini… mi viene un nodo in gola! Roberto Marchetti pavia Il mio incontro con i vigili nVorrei raccontare al giornale cosa mi è capitato a Pavia giovedi 11 luglio verso mezzogiorno. Dovevo consegnare una scatola contenente un pc in corso Cavour e, sapendo che la zona è Ztl con tanto di telecamere, ho fermato una macchina dei vigili per sapere cosa dovevo fare. La mia domanda è stata: mi scusi, devo consegnare questo pc in corso Cavour, posso andarci in macchina? Risposta del vigile: negativo, non c'è possibilità. Al che ho chiesto, in maniera educata, se pagando un permesso potevo passare. La risposta è stata: «Ma allora non capisci niente oppure sei addormentato? Ti ho detto che non si può!». Ha alzato il finestrino e se n'è andato. Ho 61 anni, di maleducati ne vedo tanti in giro ma mai con la divisa, sono rimasto annichilito, non ho avuto la prontezza di reagire, per tutto il giorno non ho fatto altro che pensarci. Sicuramente diranno che esagero, che mi sono rivolto male al vigile ecc. ecc. Niente di tutto ciò, mi sono rivolto dandogli del lei e ho ricevuto un "cazzotto" nello stomaco. Giuseppe Limiti Cornegliano Laudense (Lodi) il caso Calderoli, in Congo non ci sono oranghi nAvrei molte cose da dire contro il leghista Calderoli a proposito della boutade nei confronti del ministro della Repubblica Italiana Kyenge ma, da ultimo arrivato, posso dire solo una parola: «vergogna», per tutti gli italiani. Nel contempo informo Calderoli che gli oranghi vivono in Asia (Borneo e Sumatra) e non nel Paese di origine del ministro (Congo). Là vivono i gorilla che, penso, saranno molto lieti di accoglierlo a braccia aperte e dargli una bella stretta di mano. Aurelio Mariani pinarolo Grati per l'assistenza al nostro papà nNostro padre in seguito a una grave malattia è stato ricoverato per 6 mesi alla Rsa Hospice San Francesco di Pinarolo Po. Ci sentiamo in dovere di ringraziare infinitamente gli infermieri, tutto il personale, lo staff medico e la direzione di questa struttura per aver svolto il proprio lavoro con dedizione, sensibilitá e cure amorevoli. In queste lunghe giornate abbiamo addirittura instaurato con molti di loro un rapporto quasi famigliare. Che bello poter affermare che qualcosa in Italia ancora funzione e bene, specie se si parla di sanitá! Il nostro papá purtroppo è mancato recentemente ma siamo sicuri di esprimere anche il suo pensiero dicendo ancora una volta "grazie!" Enrico e Carlo Rezzonico Voghera Noi con Renzi oltre la rottamazione nCon l'entusiasmo, la passione e la speranza che contraddistingue e circonda tutto ciò che ruota intorno a Matteo Renzi, nasce "Adesso Oltre Po": l'associazione intende riunire tutti i cittadini che si riconoscono nel pensiero politico e nel programma per l'Italia di Matteo Renzi, e si prefigge di promuovere il diritto di ciascun cittadino alla partecipazione politica libera e democratica come garantito dalla Costituzione Italiana, nonché l'idea che la collaborazione, gli scambi e i rapporti sociali possano svilupparsi in maniera libera, volontaria e spontanea a beneficio della collettività. Diffonderà e promuoverà le idee politiche e di riforma che hanno caratterizzato il programma di Matteo Renzi per le primarie di coalizione del centro sinistra dell'autunno 2012. Idee che Matteo Renzi sta continuando, con forza e convinzione, a proporre e diffondere e nelle quali l'Associazione si riconosce. Noi vogliamo andare insieme "oltre la rottamazione", non ci interessa il colore, ci interessa la concretezza. Non ci interessa distruggere, ci interessa costruire e dare risposte concrete. E infatti il compito prioritario della nuova associazione sarà quello di promuovere idee, proposte e progetti comprensibili per riavvicinare i cittadini alla politica. Ancora una volta, infatti, moltissimi italiani non si sono recati alle urne, rimarcando così la loro distanza nei confronti degli attuali partiti. Mentre il Pd vince in quelle realtà dove è stato praticato fino in fondo il cambiamento e presenta nuove classi dirigenti, giovani e preparate, lontane dagli apparati. Vogliamo uscire dal perimetro dell'ideologia, per entrare in un progetto di rilancio comune. Perché riteniamo che Matteo Renzi non divida ma unisca. Presenteremo al più presto alla nostra città e al territorio l'associazione insieme ad alcuni esponenti renziani. Angelo Barbieri presidente "Adesso Oltre Po" politica Povero Pd nel sacco del Pdl nPovero Pd sempre più nel sacco a bocca larga del Pdl. Già alla nascita di questa maggioranza era da immaginare che il Pd potesse essere ricattabile in diverse cose dal Pdl, e questo lo dimostrano i fatti, ed è sempre lo stesso burattinaio che tira i fili. Addirittura il governo Letta ha accettato di sospendere i lavori parlamentari per un giorno in segno di solidarietà alle disavventure di Berlusconi, sia pure con qualche mugugno interno al partito, ma questa è la realtà che la gente ha recepito. Cosa significa? Che il Pd condivide la tesi del Pdl e di Berlusconi che sostengono la persecuzione giudiziaria? Invece di prendere posizione e difendere la magistratura dagli attacchi vergognosi fatti quotidianamente alla Legge e alla Costituzione, il Pd non ha la forza di reagire. Non si capisce da dove viene questa timidezza, oppure sì, dall'alleanza con un partito che ha un padrone e che detta sempre lui le regole. Bene ha fatto la Cassazione a confermare la data del 30 luglio per discutere la posizione di Berlusconi, in quanto a settembre sarebbe scattata la prescrizioni dei reati. E' certo che Berlusconi e i suoi seguaci sarebbero stati felici se si fosse arrivati a settembre senza che la Cassazione esprimesse una sentenza, così potevano prendere in giro per l'ennesima volta la giustizia, come del resto è successo in quasi tutti i suoi processi caduti in prescrizione. Ho sentito al telegiornale un'intervista a un esponente di rilievo del Pdl che, alla domanda del giornalista che prospettava la possibilità della ennesima prescrizione, rispondeva molto seriamente che non è colpa del Pdl o di Berlusconi se la Legge è così lenta ad arrivare a sentenza. La domanda viene spontanea: si vuole una giustizia veloce o una giustizia lenta? Per una volta che la magistratura ha accelerato i tempi rispettando la Legge e la Costituzione, non si capiscono le critiche. Cosa vogliono, la botta piena e la moglie ubriaca? Giuseppe Lanfranchi