Restitution day, da M5S 1,5 milioni
di Annalisa D'Aprile wROMA Escono sulla piazza di Montecitorio, ad aspettarli un plotone di telecamere e macchine fotografiche, dietro una ventina di attivisti in attesa. Srotolano un assegno versione striscione che a caratteri cubitali riporta la cifra di 1.569.951,48 euro. Eccolo il più atteso degli annunciati gesti simbolici, ma anche pratici, dei parlamentari del Movimento 5 Stelle: il restitution day, che dimostra agli altri, quelli della "cattiva politica", come si possa vivere con molti soldi pubblici in meno in tasca e fare lo stesso "buona" – dicono – politica. La somma, ricavata dal taglio delle indennità e dalle eccedenze non spese della diaria, è stata restituita dai pentastellati allo Stato. Dagli stipendi di marzo, aprile e maggio dunque, deputati e senatori hanno preso solo il necessario e risparmiato quasi un milione 570mila euro. «Questi soldi andranno in un fondo per l'ammortamento del debito pubblico» dice il capogruppo alla Camera, Riccardo Nuti ricordando che la cifra si aggiunge ai 42 milioni di euro di rimborsi elettorali rimandati al mittente dal Movimento e alle indennità di carica cui hanno rinunciato. Nell'aula dei gruppi parlamentari di Montecitorio i grillini ci sono tutti o quasi, applaudono soddisfatti quando Nuti svela la cifra ufficiale. Via twitter il leader Beppe Grillo fa sentire la sua voce: «1.569.951,48 euro restituiti! Stiamo riscrivendo la storia!». Mentre in aula Nuti ribadisce: «E' la prima volta nella storia della Repubblica che dei deputati restituiscono dei soldi. Se anche gli altri gruppi parlamentari seguissero il nostro esempio risparmieremmo 40 milioni di euro». «Mentre in posti come la Campania la politica ha dato il peggio di sé, noi qui diamo indietro 1 milione e mezzo di euro» gli fa eco il capogruppo al Senato Nicola Morra. E il vice presidente della Camera affonda: «Mentre Fiorito comprava la jeep con i soldi dei contribuenti, noi i soldi li restituiamo». «Perché i soldi alla politica fanno male, se invece li tiri via la politica diventa una cosa bellissima» continua Di Maio annunciando l'imminente uscita di un dossier sui costi, o meglio sugli sprechi della politica, e snocciolando già qualche dato. «La camera spende 400 milioni di euro l'anno per i vitalizi, un milione per le assicurazioni dei parlamentari, 200mila euro per il Circolo della Camera, 260mila euro per l'Unione interparlamentare, della quale non si capisce la reale utilità» spiega Di Maio che alla fine lancia un appello al presidente della Camera Laura Boldrini: «Speriamo che solleciti la rendicontazione delle spese dei deputati che è stata insabbiata». Ma i grillini quanto hanno risparmiato sugli stipendi? «Dal 20 al 40 per cento» dice Morra. Il restitution day è finito, la prossima tappa è l'incontro del Movimento con Napolitano fissato per mercoledì prossimo. Insieme al leader ci saranno anche Morra, Nuti e Di Maio e al presidente parleranno «dei problemi del Paese». ©RIPRODUZIONE RISERVATA