Napolitano: fare luce su vicenda spinosa

ROMA Enrico Letta parla dopo l'annuncio del presidente americano Barack Obama: «Le sue parole mi confortano sul fatto che avremo chiarimenti, non ho dubbi che arriveranno» dice dopo aver concordato con il ministro degli Esteri Emma Bonino la richiesta di informazioni agli Usa. Ma il disagio cresce dopo la scoperta che anche l'Italia è stata identificata dagli alleati come bersaglio della massiccia operazione di sorveglianza messa a punto dall'Nsa. Il presidente della Repubblica definisce la questione «spinosa»: «Servono risposte soddisfacenti» chiede Giorgio Napolitano da Zagabria, al termine della sua visita in Croazia. Con la questione oggi sul tavolo del Copasir, il Comitato di controllo per i servizi presieduto dal leghista Giacomo Stucchi, che incontrerà l'ambasciatore Giampiero Massolo, direttore del Dipartimento informazioni per la sicurezza, si moltiplicano tra i partiti le richieste che il governo riferisca in Parlamento. E la Boldrini ha assicurato di aver trasmesso la richiesta. Tra i ministri, il meno diplomatico è il titolare della Difesa, Mario Mauro: «Bisogna chiamare le cose col loro nome: se siamo alleati, non è accettabile che qualcuno si comporti così. Se è vero che le ambasciate europee, compresa quella italiana sono state spiate, i rapporti fra Italia e Usa sarebbero compromessi. Forse per la prima volta si vedrà se esiste una politica estera europea». Emma Bonino si mantiene prudente: «Abbiamo chiesto chiarimenti a una vicenda molto spinosa. Siamo fiduciosi nello spirito di collaborazione e amicizia che caratterizza il rapporto tra i nostri due Paesi» dice, mentre il ministro della Pubblica amministrazione Giampiero D'Alia taglia corto: «Prima di dire che siamo spiati, verifichiamo i fatti. Lo scambio informativo, soprattutto nel settore dell'intelligence, è prassi tra due Paesi come i nostri». Chi usa toni duri invece è Gianni Pittella, vice presidente vicario del Parlamento europeo e candidato alla segreteria del Pd: «È un gravissimo precedente che minaccia le libertà fondamentali: se dovessero persistere dubbi e opacità, il trattato di libero scambio Usa-Ue andrebbe rimesso in discussione». Fabrizio Cicchitto, presidente della commissione Esteri della Camera parla di «una vera catastrofe»: «Gli Usa hanno spiato ciò che non dovevano spiare e si sono fatti prendere con le mani nel sacco. Una situazione tragica e grottesca». «Se c'erano le cimici nelle nostre ambasciate, penso che siamo in grado di controllare se è vero o non è vero – commenta l'ex presidente del Copasir Massimo D'Alema – ma l'idea che gli Stati Uniti spiassero i loro alleati non è simpatica, e crea un comprensibile malessere in Europa». Dal centrosinistra al centrodestra, i partiti sono in subbuglio. Il Pd con Andrea De Maria parla di «situazione imbarazzante e grave». Annunciata una interrogazione in commissione Esteri. Il senatore Felice Casson chiede che del Datagate si discuta nel Copasir e sollecita il coinvolgimento degli organismi parlamentari analoghi in altri Stati europei. «È di primaria importanza informare i cittadini» dice Mirella Liuzzi del Movimento 5 Stelle, mentre Sel attacca il governo: «Non si capisce cos'altro debba accadere perché l'esecutivo venga in parlamento» affermano Sergio Boccadustri e Arturo Scotto, mentre Maurizio Gasparri parla di «ipocrisia» e silenzio della sinistra «davanti a uno scandalo vergognoso». Mario Marazziti di Scelta civica chiede «una protesta ufficiale del governo» e il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero si spinge ancora oltre: «L'Italia esca dalla Nato».(m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA