Ustica: lo Stato ricorre sui risarcimenti
ROMA L'Avvocatura dello Stato starebbe valutando di ricorrere contro la sentenza della Cassazione che ha fissato un risarcimento di 1,2 milioni di euro ai famigliari di tre vittime della strage di Ustica e che apre le porte anche ai risarcimenti per i parenti di numerose altre vittime, con un impegno per lo Stato stimato intorno a 110 milioni di euro. Nel dettaglio, l'Avvocatura punterebbe alla revoca della sentenza della Cassazione, perché fondata su errori di fatto, da parte della stesa Suprema Corte. L'indiscrezione è uscita nel giorno del 33/o anniversario della sciagura che costò la vita, il 27 giugno 1980, agli 81 passeggeri del Dc9 Itavia precipitato in mare. Una "coincidenza" che ha fatto passare in secondo piano anche il monito del presidente Giorgio Napolitano a «sostenere le indagini tuttora in corso per accertare responsabilità - nazionali ed internazionali - rimaste coperte da inquietanti opacità e ombre». A Bologna, dove si è tenuta la consueta commemorazione in consiglio comunale, nessuno, tra i familiari, sapeva del ricorso. Nemmeno la presidente dell'associazione, Daria Bonfietti: «Farebbe parte dell'incapacità del Governo del paese di capire quello che succedendo», ha commentato a caldo, convinta che «come hanno perso questa prima causa, perderanno anche le altre e dovranno pensare a come risarcire i parenti degli 81 morti, che sono circa 400 persone». Sono circa un'ottantina i familiari che hanno già seguito questa strada in un procedimento aggiornato al 2014 e che potrebbe costare 110 milioni di euro di risarcimenti allo Stato. Ma è forse proprio per evitare questa prospettiva che l'Avvocatura sta valutando un ricorso in Cassazione «per revocazione», una delle poche vie per annullare una sentenza definitiva. Alla base ci sarebbe il fatto che il pronunciamento civile di Palermo, che ha fissato i risarcimenti, si fonderebbe su circostanze oggettive errate e la revocazione della sentenza, se dichiarata, comporterebbe un nuovo giudizio davanti alla Suprema Corte. Nel primo anniversario dopo la sentenza di Palermo, salutata come una svolta storica, la speranza dei familiari era decisamente diversa. «Abbiamo una verità e sarebbe oltraggioso non prendere atto di quanto reso definitivo dalla Cassazione», ha sottolineato Bonfietti, che ha chiesto al Governo»di cambiare comportamento e di attivarsi in maniera diversa, con una volontà precisa», per scoprire i veri responsabili della strage: «Dobbiamo sapere chi è stato, io sono quasi offesa, oltraggiata da questa sottovalutazione». Parenti e istituzioni incontreranno al più presto il premier Letta per chiedere che lo Stato italiano ratifichi dopo 11 anni la Convenzione sulla cooperazione giudiziaria in materia penale che sbloccherebbe la possibilità di avere documenti e informazioni su quello che è accaduto quella sera di giugno nei cieli di Ustica. Una richiesta che sarà accompagnata dalle parole di Napolitano, che ha ringraziato l'associazione per aver «mantenuto vivo - l'impegno delle istituzioni e di tutti i cittadini perchè si onorino i principi di verità e di giustizia».