«Un quarto di stipendio in meno»
PAVIA Non c'è solo il Colosseo a protestare. Da ottobre i 50 dipendenti di Biblioteca universitaria e archivio di Stato di Pavia non ricevono il salario accessorio, ovvero buoni pasto, progetti, il corrispettivo per le aperture straordinarie diventate ormai ordinarie come l'orario dalle 8 alle 19 della biblioteca universitaria. «E' un quarto dello stipendio, 250-300 euro in meno che si fanno sentire su buste paga di 1100-1200 euro» spiegano Omero Caiello (Cisl Fp) e Fabio Catalano (Fp Cgil). «Non ce lo pagano da ottobre ma continuiamo a tenere aperto perché se nessuno può accedere ai beni culturali, questi muoiono» racconta una dipendente tra i libri secolari del salone teresiano. «I soldi devono essere sbloccati – spiega Caiello – I lavoratori faticano ad arrivare a fine mese anche perché col blocco dei contratti fino a fine 2014 dal 2009 hanno perso circa 6mila euro in termini di potere d'acquisto». Chiuse fino alle 11.15 come nel resto d'Italia la biblioteca universitaria di Strada Nuova e l'archivio di via Cardano, lavoratori in assemblea contro la dismissione di quello che dovrebbe essere il «settore trainante dell'economia nazionale», ovvero l'arte e la cultura. «In biblioteca universitaria nel 1997 erano 51, oggi sono in 40 _ spiega Catalano _ e l'età media è di 54 anni. All'archivio sono 10, tre sono andati in pensione e non sono stati sostituiti». «Sono andati in pensione custodi e bibliotecari, ora si riesce solo a garantire l'apertura e non si può più fare revisione del patrimonio per vedere se i libri sono stati restituiti, non ci sono le risorse per restaurare i documenti storici, si lascia deperire un patrimonio inestimabile. E non possiamo trasmettere le nostre conoscenze e professionalità a nessuno perché l'ultima assunzione è stata nel 1987», dicono i lavoratori. (a.gh.)