Maroni: comando io e sarò più cattivo. Evocata l'espulsione di Bossi

Roberto Maroni promette di essere «più cattivo» per rimettere la Lega in carreggiata, dopo che per oltre tre ore ha raccolto umori e suggerimenti dei dirigenti del suo movimento riuniti in un albergo milanese per riflettere su «criticità e proposte» di questa altalenante stagione. Più cattivo anche di fronte agli atteggiamenti di Umberto Bossi, di cui ieri spiccava l'assenza e di cui qualche leghista ha iniziato a invocare l'espulsione, infrangendo dunque un tabù. «Chiederò a chi non c'era delle giustificazioni», ha poi detto Maroni in pubblico. E perchè non ci siano più alibi il segretario ha anche deciso di congelare l'ipotesi di un congresso anticipato di un anno da lui stesso chiesto nelle scorse settimane per la sua successione, in attesa di un momento più propizio. «Ho posto io la questione del congresso», ha spiegato lo stesso Maroni parlando al termine della riunione con parlamentari, consiglieri regionali e segretari provinciali della Lega dopo la debacle alle elezioni comunali. «Mi è stato chiesto di rimanere fino alla scadenza naturale. Io ho risposto che l'impegno di governatore della Lombardia rende difficile fare anche il segretario federale, ma ho preso atto di queste richieste e ho detto: va bene, decido io quando sarà il momento del congresso». Nel frattempo, gli è stato chiesto di essere più rigido nella gestione del partito e di riempiere di contenuto il progetto di macroregione, che sarà al centro di un'assemblea federale il 21 e 22 settembre a Venezia. Più di un partecipante ha poi confermato che durante i lavori la parola "espulsione" o altre varianti più soft sono state associate da alcuni dirigenti al nome di Bossi, anche nel timore che dall'ex leader arrivino nuovi pesanti attacchi .