Piano lavoro «fra qualche giorno»
ROMA Il Piano per rilanciare l'occupazione, a partire da quella giovanile, sarà pronto tra «qualche giorno». Il governo sta «definendo meglio le coperture finanziarie del provvedimento», spiega il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini - esprimendo intanto soddisfazione per il vertice a quattro di venerdì - con l'obiettivo che le misure siano «il più possibile condivise ed efficaci». Ma è appunto questione di giorni. Tanto che il pacchetto dovrebbe andare in Consiglio dei ministri la prossima settimana. E sempre la prossima settimana i sindacati incontreranno il premier Enrico Letta, come riferito dal leader della Cisl, Raffaele Bonanni, nell'intervento di chiusura del XVII congresso confederale, dopo aver avuto un colloquio telefonico con lo stesso Letta. Per affrontare le questioni principali sul tappeto: lavoro, fisco, sviluppo. L'appuntamento potrebbe essere per giovedì e coincidere, quindi, con quello dei sindacati europei. E così precedere la manifestazione nazionale ed unitaria indetta da Cgil, Cisl e Uil per sabato 22 giugno a Roma, in piazza San Giovanni, con lo slogan "Lavoro è democrazia". Perché il lavoro torni al centro delle scelte politiche ed economiche, perché si finanzino gli ammortizzatori in deroga per tutto il 2013, partendo dallo sblocco del miliardo di euro stanziato a maggio, come torna a chiedere il numero uno della Cgil, Susanna Camusso, che intanto esprime apprezzamento per la «scelta del governo di continuare il confronto sul lavoro». Perché si salvaguardino gli esodati, si riducano le tasse per i lavoratori dipendenti ed i pensionati ma anche per le imprese che investono e assumono nei prossimi due anni. Su questo insiste Bonanni: serve un taglio «vigoroso». La questione fiscale «è centrale», può essere «la tomba o la rinascita» dell'economia italiana. «Il governo deve avere coraggio. Ci vuole uno choc positivo», ripete chiudendo il congresso. E mostra una certa fiducia: «Ho motivi per dire che una risposta ci sarà» da parte del governo Letta. «Non credo si possa continuare nell'irresponsabilità come i governi degli ultimi dieci anni, che hanno alzato le tasse nazionali e locali». Mentre sul lavoro torna ad avvertire: «Ho detto al presidente del Consiglio che non ha convenienza ad intervenire in modo autoritario sulle materie del lavoro. È meglio affidarle alle parti sociali», lasciando al governo la funzione di indirizzo e coordinamento e tenendo fuori «le posizioni ideologiche di alcuni schieramenti».