Vertice su liberalizzazioni, Iva e riforme

ROMA Dopo l'ennesimo appello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il governo stringe i tempi sulle riforme costituzionali. Stamattina a Palazzo Chigi si terrà un vertice governo-maggioranza con il premier Enrico Letta, il vice premier Angelino Alfano, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini e i capigruppo di maggioranza. E l'obiettivo è proprio quello di fissare il timing delle riforme a partire dal disegno di legge costituzionale, che approderà, forse, giovedì, al Senato, e da quello sul finanziamento dei partiti che comincerà il suo iter alla Camera: provvedimenti sui quali è stata chiesta, e ottenuta, dal ministro Franceschini la procedura d'urgenza. Poi c'è il fronte economico con semplificazioni e liberalizzazioni che potrebbero arrivare con un unico decreto, ma anche e soprattutto lavoro e fisco, a partire dalla necessità di rimodulare l'Imu e dal tentativo in extremis di scongiurare, o quanto meno ammorbidire, l'aumento dell'Iva dal prossimo primo luglio. Il governo è al lavoro per concludere, con ogni probabilità entro la settimana, un pacchetto leggero sullo sviluppo a favore di cittadini e imprese e per portare a Bruxelles, stavolta entro fine mese, il più corposo provvedimento lavoro. Decisivo, anche qui, il vertice di oggi, in cui molti nodi verranno al pettine e in cui si presume che il maggiore scoglio sarà ancora una volta proprio quello dell'aumento dell'aliquota, osteggiato in tutti i modi dal Pdl, ma su cui il governo, a caccia di risorse, non si sbilancia. Per l'Iva le ipotesi sul tavolo sono le più diverse. Dalla completa abolizione dell'aumento previsto dal governo Monti, al rinvio all'autunno. Dalla revisione delle aliquote più basse (quelle al 4 e al 10%) all'incremento dello 0,5% e non più dell'1%. Tutte possibilità che però hanno un costo, considerando che il passaggio dal 21 al 22% vale per le casse dello Stato 2 miliardi di euro. Semplificare e liberalizzare. Oggi preconsiglio dei ministri per un primo esame di semplificazioni che rendano più facile la vita delle imprese e di liberalizzazioni «mini». La strada sarebbe quella già avviata dall'ex ministro Corrado Passera, soprattutto in campo energetico e in particolare del gas, con interventi sul mercato a termine per stabilizzare i prezzi e con gare pluri-comunali per la distribuzione a livello locale.