Il sesto italiano da ieri è nello spazio «È come un sogno»

ROMA «È bellissimo, mi sembra di sognare. È la realtà che supera la fantasia». Con l'entusiasmo di un bambino che realizza il più grande dei desideri, l'astronauta siciliano Luca Parmitano è entrato nella storia dei viaggi spaziali, sesto italiano a prendere parte a una missione, quarto a salire a bordo della Stazione orbitante internazionale (Iss) primo a compiere (a luglio) una passeggiata all'esterno del laboratorio. «Ti invidio, sono felice per te» ha scherzato il padre, insegnante di Astrofisica, che ha seguito emozionato la partenza dal cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, assieme alla famiglia del pilota. La Soyuz Tma-09M è partita con un lancio spettacolare alle 22.31 ora italiana dalla stessa rampa dalla quale decollò, nel 1961, Yuri Gagarin, il primo cosmonauta della storia. Dopo appena sei ore la nave ha agganciato la stazione a 400 chilometri dalla superficie terrestre mentre Parmisano e i suoi compagni, il comandante russo della Soyuz Fyodor Yurchichin e l'americana Karen Nyberg, festeggiavano l'arrivo nuotando nell'aria con risate e abbracci prima di raggiungere, all'interno, i colleghi russi, Pavel Vinogradov e Aleksandr Misurkin e l'americano Christopher Cassidy. «Ciao mamma» ha gridato l'astronauta sotto l'occhio delle telecamere. Nato a Paternò, in provincia di Catania, 36 anni fa, sposato con Kathryn e padre di due bimbe, Sara e Maia, Parmitano resterà nello spazio per 166 giorni per la missione che, in omaggio al capolavoro di Domenico Modugno, è stata chiamata Volare. Durante la permanenza a bordo della stazione, il pilota sperimentatore effettuerà almeno due attività extraveicolari, ovvero due uscite all'esterno della nave, a cui potrebbe aggiungersi, a giugno, una terza fuori programma. «Ho fatto tanto per farlo entrare sulla stazione, e poi lui esce» ha riso il presidente dell'Agenzia spaziale italiana (Asi), Enrico Saggese, durante la cerimonia organizzata a Roma, a cui hanno preso parte il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza e il ministro della Difesa Mario Mauro. L'uscita imprevista potrebbe rendersi necessaria per riparare un possibile guasto al sistema usato per ancorare le capsule di rifornimento. La missione principale di Parmitano è effettuare una ventina di esperimenti in microgravità che, come ha spiegato Carrozza, «hanno una grande importanza per gli studi sul fattore umano e per gli effetti sui sistemi microbiologici: l'Italia è all'avanguardia in questo settore». L'astronauta tornerà sulla terra tra circa sei mesi e cederà il testimone alla collega Samantha Cristoforetti, la prima cosmonauta italiana, che si prepara a raggiungere la Iss nel novembre del 2014. (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA