Tutti gli chiedono il Tour de France «No, proprio no»
dall'inviato wAURONZO DI CADORE (Belluno) Vincenzo Nibali ha cominciato a credere nella vittoria dopo la cronometro di Saltara. Poi ha trasformato il sogno in realtà a suon di mazzate agli avversari: il successo nella cronoscalata della Polsa, l'epica apoteosi di ieri. Adesso lo Squalo dello Stretto può sorridere e godersi il successo. «Provo una gioia immensa – dice – vincere in questa maniera, sotto la neve, è un'impresa epica. Ricordavo che gli ultimi trechilometri erano duri, evidentemente non abbastanza, perché non finivano più nemmeno per me». Freddo e neve? Poca roba: «L'abbiamo trovata solo nei cinque chilometri conclusivi – spiega Nibali – ha reso tutto epico. Ma non parlatemi di Giro dimezzato: avete mai visto dei ciclisti finire una grande corsa a tappe senza essere abbronzati, oppure disputare un'intera frazione con gambali e bracciali? Il freddo rende le corse più dure, con o senza salite. Penso comunque di aver dimostrato di avere qualcosa in più dei miei avversari». Dopo la Vuelta, il Giro. Ora il Tour? «Non è nei miei piani e non è nei miei pensieri – taglia corto Nibali, a dispetto delle avances di patron Vinokourov –. La mia stagione è cominciata molto presto». Non vorrebbe parlare di Danilo Di Luca, «attendiamo le controanalisi», dice Vincenzo. «Ma più che come ciclista – aggiunge poi – sarebbe il caso di capire cosa gli è successo a livello umano, cosa lo ha spinto a fare questo errore».(m.d.g.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA