IL GIRO D'ITALIA»A CHERASCO UNA VOLATA PAZZESCA
di Maurizio Di Giangiacomo wINVIATO A CHERASCO (Cuneo) Cambia il palcoscenico, ma i protagonisti sono ancora loro, Mark Cavendish e Bradley Wiggins, e recitano sempre lo stesso copione. Il Giro d'Italia ha riservato al re delle volate quello del vincitore e lui lo ha recitato fino in fondo anche sul traguardo di Cherasco, forse anche meglio che nelle precedenti tre "recite". Al Baronetto è toccato invece il canovaccio dello sconfitto, che ieri mattina prevedeva la scena madre: debilitato dal raffreddore e dalla conseguente infezione polmonare, ma soprattutto abbattuto dalle figuracce dei giorni scorsi, il vincitore dell'ultimo Tour de France ha gettato la spugna. Ufficialmente è una decisione della squadra. Ma lo stesso Wiggins ha ammesso che proseguire non avrebbe avuto senso, specie in considerazione dell'altimetria delle prossime tappe. Riconoscendo, in un certo senso, di essere stato sconfitto anche dalla durezza del Giro d'Italia. Una decisione che i toglie da ogni impaccio la squadra e soprattutto Rigoberto Uran a questo punto plenipotenziario della Sky, senza condizionamenti da parte dell'influente capitano non giocatore e quindi primo rivale di Vincenzo Nibali. Il maltempo rimane uno dei temi più caldi di questo 96esimo Giro. Dopo il nubifragio e le indiscrezioni di giovedì sul taglio del Galibier, ieri il maltempo ha concesso una tregua e il direttore del Giro, Mauro Vegni, ha garantito che le strade dell'Alta Savoia sono percorribili. Il sole di ieri non è bastato al vincitore del Giro 2012 Hesjedal (già fuori classifica) e al velocista Bouhanni, che – come Wiggins – non hanno trovato la forza per rimettersi in sella, ma ha scaldato i cuori del resto del gruppo, protagonista di una tappa lunga e velocissima. La fuga è partita solo al km 21, con Ermeti, Boem, Bak, Lastras, Hondo, Ludvigsson e Andriato che in breve arrivano ad accumulare fino a 12 minuti di vantaggio. Il gruppo si sveglia dopo più di un'ora, forse per il timore che il vento trasversale possa fare danni. Tira l'Omega Pharma, ma anche altre squadre si fanno carico dell'onore di ridurre il gap. All'inizio dell'unica salita di giornata, il Gpm di Tre Cuni, il vantaggio dei battistrada è quasi annullato, ma dal gruppo cominciano gli scatti. Insomma, per l'Omega Pharma di Cavendish è un'altra faticaccia: l'ultimo coraggioso, Caruso, viene ripreso solo a un chilometro e mezzo dal traguardo. E stavolta è lo stesso Cannonball a dover entrare in azione prima del previsto, ai 350 metri. Per Nizzolo (Radioshack) sembra la volta buona, ma quando Cav mette la freccia per gli altri si spegne la luce: il suo copione è questo . L'incidente tra due moto Poco prima dell'arrivo a Cherasco due moto al seguito della carovana rosa, con un cineoperatore Rai e un fotografo straniero, si sono scontrate: la moto con il fotografo ha investito un uomo di 52 anni che ha riportato la frattura della gamba. Solo qualche escoriazione per i due motociclisti. @mauridigiangiac ©RIPRODUZIONE RISERVATA