Alonso corre in casa, serve l'impresa

di Andrea Gabbi Finalmente l'Europa. La terra di conquista preferita dalla Ferrari, il luogo chiave per chiunque voglia vincere il Mondiale. Tappa in Spagna, a Barcellona, dove l'anno scorso arrivò il trionfo di Pastor Maldonando seguito a ruota da Fernando Alonso e dove di solito le monoposto più affidabili portano a casa la pagnotta. È il momento della verità per la Rossa, chiamata a reagire dopo la stupenda vittoria di Sebastian Vettel in Bahrain. Ieri non si è parlato d'altro, fino a tarda sera, quando è rimbalzata la notizia – con tanto di immagine – di momenti di tensione fra Nando e un fotografo che lo accusa di averlo aggredito: «Mi ha rotto una telecamera da 6000 euro». L'episodio – del quale parliamo più diffusamente nella quarta pagina dell'inserto – rischia di turbare non poco il weekend di gara. La forbice si allarga. Tutto questo con il rischio di dare un vantaggio ai rivali: attualmente Vettel ha un vantaggio di 30 punti su Alonso in classifica. Non tantissimi ma nemmeno pochi considerando che all'attivo ci sono solo quattro gare. Poche scuse: la forbice tra il campione del mondo tedesco e il pilota asturiano rischia di allargarsi pericolosamente. Sarebbe un peccato mortale lasciar scappare il numero uno della Red Bull. Nessuno però si fasci la testa prima del tempo: un anno fa dopo quattro Gran premi Vettel aveva un vantaggio di 34 punti sul primo dei suoi inseguitori e alla fine ha vinto il titolo all'ultimo respiro. Reazione Ferrari. Bisogna dare a Cesare quello che è di Cesare. Nicholas Tombazis ha fatto un lavoro eccellente: la F138 è competitiva, sicuramente migliore rispetto alla F2012 che un anno fa di questi tempi arrancava nelle retrovie e si affidava solo all'astuzia e al talento di Alonso. Alcune componenti però non stanno girando nel modo giusto. In Bahrain la gara dello spagnolo è stata rovinata dai problemi al sistema Drs, l'ala mobile. Solo ottavo Alonso, deluso come non mai perché la monoposto aveva fatto registrare tempi e prestazioni simili alla Cina dove era arrivato un successo strameritato. Nessuno è perfetto. Lo ripetiamo da mesi: la Ferrari per restare in corsa deve per forza di cose migliorare nelle qualifiche. L'aerodinamica del Cavallino viene sfruttata a dovere nelle curve veloci. Queste però contano sempre meno nell'economia dei Gp. Conoscendo i suoi limiti nel giro veloce, il muretto di Maranello ha deciso di impostare un assetto che favorisce il ritmo gara. In pratica si tende a un consumo calibrato degli pneumatici e delle sospensioni. Inoltre è chiaro che la qualità migliore di Alonso è quella della gestione della gara. In qualifica anche lui non è impeccabile e qualche volta le sue sbavature compromettono la pole. In questo senso è molto interessante l'idea adottata dalla Lotus. Kimi Raikkonen sta viaggiando come un fulmine al sabato e spesso la sua monoposto si fa notare per le scintille che scarica sull'asfalto. L'assetto ribassato della Lotus funziona visto che il consumo delle gomme non è esasperato. Gomme decisive. La Ferrari sia domenica in Spagna sia nel prossimo impegno iridato (a Monte Carlo il 26 maggio) correrà in casa. Il tifo sarà tutto per Alonso e per Felipe Massa. Il suo apporto è fondamentale soprattutto in ottica mondiale costruttori dove la Red Bull rischia di fare il vuoto. In questo clima da rincorsa però la Pirelli potrebbe vestire i panni del guastafeste. L'azienda fornitrice degli pneumatici infatti ha lavorato a fondo sulla composizione della mescola Hard che a Barcellona sarà più dura. L'obiettivo è quello di rendere più costante il degrado senza che si verifichino dei cali improvvisi. Una scelta che sulla carta dovrebbe favorire i piani di Adrian Newey e della sua Red Bull. Gli outsider. Prevedere un Gp monopolizzato dalla lotta tra Alonso e Vettel sarebbe però un errore enorme. Il primo degli outsider è sicuramente Raikkonen, sempre più a suo agio con la Lotus. Attenzione anche a Lewis Hamilton che sta facendo fare il salto di qualità alla Mercedes. Un lavoro fatto di piccoli passi per l'inglese che però ha i numeri dalla sua: rispetto all'anno scorso l'ex McLaren ha un punto in più. Il suo terzo posto in classifica è più che positivo. Per la Ferrari quindi i pericoli sono alle porte: non sarebbe male cominciare a spazzare via le paure con una bella vittoria. ©RIPRODUZIONE RISERVATA