«Su questa provinciale rischiamo la vita»

di Donatella Zorzetto wROBECCO PAVESE La chiamano "la strada della morte", e quasi tutti i giorni fuori dalle loro case ne vedono gli effetti. La provinciale che collega Pinarolo Po a Robecco Pavese, alla frazione Stradellino, macina vittime su vittime. Per lo più animali, cani e gatti che vengono schiacciati sotto le ruote di auto e camion – secondo un conto approssimativo quasi 8mila mezzi al giorno– che sfrecciano a più di 100 all'ora, ignorando volutamente il limite dei 50 e il cartello che avverte del "controllo elettronico della velocità". Ma non sono mancati incidenti in cui a perdere la vita sono state delle persone. Gli abitanti dicono di essere esasperati: chiedono un semaforo, oppure l'installazione di dossi che rallentino il traffico, o in alternativa di autovelox. Intanto si sentono prigionieri nelle loro case e nei loro giardini. «Sa cosa devo fare per uscire dal passo carraio sul mio trattore? Il segno della Croce». Davide Mazza, agricoltore, vive in una casa che si affaccia sulla provinciale "incriminata" e proprio la settimana scorsa si è visto investire il gatto, l'ultimo di una serie, i cui resti sono finiti contro il cancelletto del vicino di fronte. «In questa frazione vive una decina di famiglie – spiega –. Ed è un inferno. Gli automobilisti e i camionisti in transito se ne fregano del divieto di transito a più di 50 km allora. Qualche anno fa hanno falciato e ucciso una mia vicina di casa mentre, verso le 13.30, stava buttando la spazzatura. Il Comune dice che tocca alla Provincia intervenire, mentre quest'ultima non fa una mossa». «Fino a due anni fa i vigili di Bressana Bottarone venivano a fare le multe proprio nella nostra frazione – ricorda Cesarina Sisti –. Un esperimento positivo perchè le auto avevano rallentato la velocità. Però poi i vigili non si sono più visti, e tutto è tornato come prima. Qui è tutta zona agricola: in mezzo ai campi c'è la provinciale con queste poche case. Abbiamo ottenuto che disegnassero le strisce pedonali in corrispondenza del cassonetto dell'immondizia, per consentire l'attraversamento della strada in sicurezza. Ma quelle strisce non le vede nessuno». «Io ho paura a portare fuori la spazzatura – ammette Piera Celori –. Ho ancora davanti agli occhi la tragedia accaduta alla mia vicina di casa, quando è morta dopo essere stata investita. Sono andata io a soccorrerla. Di sera non possiamo uscire perchè guidano all'impazzata e ti arrivano dietro alle spalle come fulmini. È una strada d'importanza strategica perchè collega questa parte dell'Oltrepo. La bici? L'abbiamo abbandonata». «Bisogna installare un autovelox – le fa eco Marisa Garbagnoli –. È una vergogna: sono tanti i paesi che ricorrono ai dossi per rallentare il traffico. Solo da noi non lo fanno. Dicono che ostacolerebbero le ambulanze, allora trovino qualche altra soluzione. Basta che si intervenga perchè qui non si può più vivere. Mettiamo un piede fuori dal cancello e rischiamo la vita. La situazione è peggiorata quando hanno allargato la strada. Perchè di lato un tempo correva un fosso. Finchè ci è finito dentro un'ambulanza e hanno deciso di coprirlo. Così facendo hanno allargato la carreggiata: un invito a nozze per gli automobilisti». «Abito in questa frazione da 16 anni ed è sempre stato così – aggiunge Marisa Gatti –. Il mio cancello si trova proprio a filo della strada. Immagina cosa può succedere quando oltrepasso quella riga? Tutte le volte che esco devo guardare con attenzione a destra e a sinistra. E non se ne parla neanche di sostare lì davanti». «Di mattina tutto sommato la situazione è più tranquilla, ma dalle 17-18 peggiora sensibilmente – spiega Paolo Faroni –. Passano i camion che trasportano inerti e non rallentano. Anzi, vanno così forte che dentro alle nostre case trema tutto. Se un anziano, o un bambino, dovesse camminare sulla strada rischierebbe moltissimo. All'imbocco della mia via, che si immette di lato sulla provinciale, hanno installato uno specchio per consentire, almeno in teoria, di vedere i mezzi di arrivo. Ma in realtà questo è un angolo cieco, anche perchè lo specchio d'inverno è appannato e d'estate è fuori uso a causa del riflesso del sole. Del resto noi in famiglia abbiamo fatto le spese di questa situazione: mia moglie è rimasta coinvolta in un incidente proprio mentre cercava di uscire in auto sulla provinciale: si è scontrata con un mezzo in arrivo a tutta velocità, visto che per evitarla ha fatto una frenata lunghissima. Ce la siamo vista brutta, ma l'incubo non è ancora finito». ©RIPRODUZIONE RISERVATA