Gay, bufera sulla Biancofiore

di Maria Berlinguer wROMA «Micaela Biancofiore sottosegretario alle Pari Opportunità? E' come mettere Crudelia De Mon guardiana dell'allevamento dei cuccioli di dalmata». Così Paola Concia commenta la nomina della deputata Pdl super berlusconiana a vice di Josefa Idem al ministero delle Pari opportunità, dello sport e delle politiche sociali. Ma per quanto la Concia sia un'ex parlamentare Pd non è certo la provenienza pidiellina della Biancofiore ad aver scatenato la reazione indignata della comunità gay, in primis quella di centrodestra, contro la scelta effettuata dal governo. Quanto la sfilza di dichiarazioni della stessa Biancofiore «dedicate» in passato al riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali e trans che ne avrebbero sconsigliato la promozione. «Contro di me una discriminazione preventiva, non mi lascerò intimidire», tuona la Biancofiore che promette per il futuro di attenersi alla linea politica della campionessa olimpionica. Ma la rete impietosa diffonde alcune «chicche» del "Biancofiore pensiero". «Chi va con i trans ha problemi seri», gay e lesbiche hanno «una natura diversa» di non facile gestione. Per non parlare, come ricorda l'Arcilesbica, delle lodi diBiancofiore nei confronti di Silvio Berlusconi per la «normalità dei suoi costumi sessuali». Parole pesanti. Tanto che il governo, dopo un incontro tra la Idem e la Biancofiore, corre ai ripari e annuncia che la pasionaria altoatesina sarà titolare di tutte e tre le deleghe del ministero, dunque anche di sport e di politiche sociali, come chiesto dalla stessa neo ministro per uscire dall'imbarazzante situazione. I primi a protestare sono stati i gay di destra. «Sarebbe come dare il premio per l'emancipazione a Khamenei o il Nobel per la pace a Kim Jong-un» ironizza Enrico Oliari di Gaylib. «E' come mettere una del Ku Klux Klan a combattere il razzismo, visto che la deputata berlusconiana si è distinta per le reiterate battute omofobe e transfobe che fanno della nomina un volgare sputo in faccia a tutta una comunità che in Italia non gode ancora di alcuna norma di tutela», rincara Andrea Maccarone del circolo Mario Mieli. Biancofiore «è una suffraggetta dell'omo-transfobia», accusa l'Arcigay che chiede la revoca della nomina. E pensare che basterebbe poco. Magari prendere esempio da Mara Carfagna. «Purtroppo sono sicura che non avrà l'umiltà del precedente ministro che chiese pubblicamente scusa per i suoi pregiudizi nei confronti dei cittadini omosessuali», teme Concia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA