Igino, maestro di basket e partigiano
BRONI Tutti lo conoscono per la sua grande passione per il basket, che ha insegnato a generazioni di bronesi. Ma Igino Montagna è stato anche partigiano. «Nei primi giorni del 1944 ero a Cella di Varzi, dove c'era un rifugio - ricorda Montagna - Verso la fine di marzo ci siamo trasferiti più a monte, a Serra del Monte, al confine con l'alessandrino. All'inizio si vivacchiava, c'era qualche scaramuccia con le Brigate Nere di Novi Ligure. Nel dicembre del '44 abbiamo subito un attacco delle milizie nazi-fasciste. La mattina seguente avevamo ricevuto l'ordine di spostarci: dovevano attraversare una stradina in mezzo ad un paesino, per salire in quota. Lungo la via trovammo delle truppe tedesche, che iniziarono a spararci contro. Sono anche inciampato ma fortunatamente le raffiche di mitra della Wermacht non mi hanno raggiunto». «Dopo un percorso a Capannette di Pei, scendemmo a Varzi, poi verso casa, senza mangiare». Il 25 aprile, e la fine del conflitto, erano ormai imminenti. (f.s.)