La gioia di mamma Rita «Ci hanno ascoltato»

di Maria Fiore wGARLASCO Gli alberi con le gemme fiorite nel giardino della villetta bianca di via Pascoli a Garlasco confermano una nuova primavera. La sesta, da quando Chiara Poggi non calpesta più l'erba attorno al vialetto che porta al'uscio di casa. «Di sicuro è una primavera particolare dopo sei anni difficili, che il tempo non cancella, ma vissuti sempre con un'esigenza di verità sulla morte di nostra figlia», dice mamma Rita sulla porta, stretta a fianco del marito Giuseppe. E' vestita di scuro e sotto gli occhi porta i segni dell'agitazione della notte. Ma sorride. Perché la decisione della Cassazione schiude anche la possibilità di una primavera giudiziaria e l'avvio di un percorso rinnovato per arrivare a quella verità che la famiglia cerca dall'estate del 2007, quando la figlia Chiara, ragazza modello e riservata, una laurea in Economia a pieni voti, fu massacrata nella stessa villetta ieri mattina assediata, proprio come sei anni fa, da telecamere e giornalisti. Da qui i genitori di Chiara Poggi non si sono mai allontanati («Questa è la casa di Chiara, e qui la sentiamo vicina», dicono). E qui ieri sono rimasti ad aspettare il verdetto della Cassazione. Accolto con gioia anche dal fratello di Chiara, Marco, «che ha sempre cercato di nascondere le proprie emozioni e la sofferenza – dice la madre –. Ma appena la notizia è circolata in televisione e poi abbiamo avuto la conferma dal nostro avvocato si è sciolto». A Roma, a seguire il processo, c'era il cugino di Chiara, Paolo Reale, che all'uscita dall'aula ha parlato «di passo avanti verso la verità». Per tutta la famiglia Poggi è stata una notte lunga. «Aspettavamo la sentenza in serata – racconta mamma Rita –. E quando abbiamo saputo che il verdetto sarebbe slittato la tensione è aumentata. E' stata una notte più dura del solito, carica di tensione, come mi era già capitato per le altre sentenze». La decisione della Cassazione è un sollievo. «Siamo molto soddisfatti – dice mamma Rita –, avevamo chiesto ulteriori approfondimenti per scioglierei dubbi e alla fine, finalmente, le nostre richieste sono state accolte. Vuol dire che non erano proprio campate per aria. Qualcuno ci ha creduto». E mentre Alberto Stasi si è detto «dispiaciuto» e ha dichiarato di «non capire il motivo» del verdetto, la famiglia Poggi ha accolto la decisione con la consapevolezza di un esito comunque incerto. «Accetteremo qualunque verità, noi vogliamo sapere solo cosa è successo – riprende mamma Rita –. Una prima risposta dalla giustizia è arrivata con la Cassazione. Ora ci mettiamo ancora a disposizione, perché la verità su nostra figlia possa finalmente emergere. La nostra casa è aperta anche ad eventuali altre perizie». E il pensiero, in questo giorno così importante, non può che andare a lei, alla Chiara sorridente che non c'è più. E allora un'ombra attraversa il volto di papà Giuseppe. «Come abbiamo vissuto questi sei anni? E come si fa a spiegarlo – risponde con le labbra che tremano per l'emozione –. Bisognerebbe viverli per capire». @mariafiore ©RIPRODUZIONE RISERVATA