Crisi, cerotti e Coppa Italia L'Inter all'ultima chiamata
MILANO L'Inter si aggrappa alla Coppa Italia. Ad una semifinale di ritorno contro la Roma (20,30 Rai1), che parte dal 2-1 dell'andata e si presenterà al Meazza in condizioni sulla carta migliori rispetto ai nerazzurri, martoriati dagli infortuni e reduci da una serie di risultati molto negativa. Nelle ultime quattro uscite a San Siro solo una volta Zanetti e compagni hanno trovato l'acuto, in Europa League con il Tottenham, perdendo contro Bologna, Juventus e Atalanta. Nonostante tutto Moratti continua a credere nella squadra e nel tecnico e lo ha detto pubblicamente lunedì. Un appoggio che rinfranca Andrea Stramaccioni. «Credo che in questo momento la fiducia sia verso tutti, non solo per me – dice il tecnico –. Dobbiamo dare il massimo fino al 30 giugno, poi il presidente tirerà le somme, non credo che il mio futuro dipenderà dalla gara di oggi». Il tecnico scaccia così i fantasmi di un esonero in anticipo rispetto al termine della stagione. «So che nel calcio sono più importanti le ultime dieci partite in ordine cronologico rispetto alle dieci precedenti, ma fino ad un certo punto ce la siamo giocata alla pari contro tutti – continua Stramaccioni –. Successivamente abbiamo avuto le nostre colpe, ma ci è successo oggettivamente di tutto». L'allenatore dell'Inter poggia le sue sicurezze su un dato che riguarda il futuro e va oltre le recenti batoste e l'ostacolo rappresentato dalla Roma. «L'Inter ha chiuso certe operazioni sul mercato per le quali è stato chiesto il mio parere – dice ancora Stramaccioni –. Anche se so che questo potrebbe non essere indicativo io porterò a termine la stagione, poi il presidente deciderà se continuare con me o con un altro. Mancano sette partite, speriamo otto». Per giocare una gara in più è necessario battere la Roma e assicurarsi l'accesso alla finale contro la Lazio, ma alla lunga lista di indisponibili già noti (il trio Cassano-Milito-Palacio in primis, perché al "Trenza" il miracolo del recupero lampo non dovrebbe riuscire) si sono aggiunti in extremis i dubbi sulla presenza di Juan Jesus e Alvarez. Se ne saprà di più oggi, dopo la rifinitura. «La situazione è questa, è da un po' che conviviamo con l'emergenza e non ne abbiamo mai fatto un alibi, non cominceremo ora – sottolinea Stramaccioni –. Vogliamo ribaltare un pronostico che per qualcuno è già scritto, fermo restando il valore della Roma. Quest'anno non siamo riusciti a batterla quando eravamo al completo e questo fa capire che sarà una gara molto difficile, contro un avversario che ha un ottimo mix tra mostri sacri come De Rossi e Totti e giovani di grande prospettiva. Però conosco la tempra dei miei ragazzi, non prometto la finale ma daremo tutto».