Juve, il mercato a braccetto con il tricolore
TORINO La scaramanzia consiglia prudenza, la tempistica del mercato il contrario. Dopo la vittoria sulla Lazio, le due anime della Juventus sono al lavoro più che mai a tavoletta, Conte sul campo per blindare il titolo numero 29, Marotta in sede per potenziare una squadra già forte. Si riparte dalla frase del tecnico: «Il Bayern non ci ha ridimensionato, ma dimensionato». Chiaro: la Juventus sa di essere una tacca sopra tutti in Italia, una sotto in Europa, in riferimento ai grandi continentali. Se in campo solo Bayern, Real, Barcellona e Borussia hanno dimostrato di essere superiori, nel fatturato ci sono da aggiungere i due Manchester, il Chelsea, il Psg. Una compagnia piuttosto affollata se la squadra di Conte vuole fare ancora meglio di quest'anno in Champions. Si punta quindi decisamente su giocatori di stampo europeo, per completare un telaio che due anni fa era stato ampiamente e felicemente ricostruito (Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Marchisio, Matri, Quagliarella e Pepe i superstiti dalla precedente gestione, più fugaci apparizioni di Krasic, sempre deludente). Un attaccante da venti gol, un difensore centrale, un esterno sinistro e un vice-Pirlo sono le priorità assolute. Premessa: non c'è il tesorone per il colpo da 30-40 mln, ma si allontana l'idea di cedere Vidal per fare cassa. I nomi? Piace l'udinese Muriel, ma costa (15 milioni). Sanchez potrebbe arrivare dal Barça in prestito; piacciono anche Mario Gomez (Bayern) è Jovetic (Fiorentina). Sempre fredda la pista Ibrahimovic, anche in prestito, per il problema dell'ingaggio, 12 milioni.