Colori violenti su cartoni poveri Ecco Baroggi, il "nuovo selvaggio"

CASTEGGIO Davide Baroggi, il "nuovo selvaggio", espone negli spazi della galleria Sforzini Arte fino al 29 aprile. L'artista, che da anni vive a Pavia, nasce nel 1974 a Locarno, territorio svizzero; padre italiano di Verbania, madre ungherese. In lui la mitteleuropa converge quasi geneticamente. E presto questo imprinting esplode in un espressionismo coloristico di rara violenza e feroce, quasi inconsapevole, purezza. «Spesso – commenta Claudio Olivieri, suo maestro all'Accademia (N.A.B.A., Nuova Accademia di Belle Arti di Milano) – mi sono chiesto se, di quella che chiamiamo realtà, sia rimasto qualcosa che non sia il suo paradosso. Forse questo è un modo per tentare di spiegarmi cosa veda Davide, quali aspetti del mondo lo colpiscano, che cosa riesca a dare un senso al suo esistere. Perché, mi pare, che il suo lavoro, le sue immagini abbiano un'origine fondata su un eccedere paradossale». Colori fauve, tinte da pugno in un occhio, ciò che emerge dalle tele di Baroggi è un deflagrare improvviso, che investe il soggetto e lo travolge in un sogno o forse in un incubo, il cui eccesso cromatico, spaziale o semplicemente inventivo più che compositivo, si manifesta senza filtri, «in un feroce abbandono che allontana, anzi cancella ogni riserva consolatoria, ogni supporto di affinità culturali – aggiunge il gallerista Luca Sforzini –; i suoi dipinti vivono dell'ansia che li ha generati e, pure nella loro istanza convulsa, ci interrogano ancora sulle ragioni del vivere». L'artista vive per dipingere su tele e cartoni poveri, trovati, irregolari, a volte danneggiati e sporchi: «Dipingo – spiega – tutto ciò che un infinito male di vivere, gettato in colori, mi detta». Davide Baroggi ha esposto in importanti rassegne nazionali, come il premio Lissone (secondo premio ex aequo 2003) e la XIV Quadriennale-Anteprima, alla Promotrice delle Belle Arti di Torino (nel 2004). Fra le sue mostre personali ricordiamo quelle alla Galleria Fiorella Pieri di Cesena (2010), da Michela Rizzo a Venezia (2006) e alla Galleria l'Affiche di Milano (2002). Per orari e informazioni sull'esposizione di Casteggio telefonare al numero 331-4125138. (c. arg,)