Le armi e il peculato Ex vice questore condannato a 26 mesi

L'ex vice questore Biagio Sivo era stato arrestato dagli stessi colleghi della questura il 22 dicembre del 2011, a distanza di pochi mesi dal ritrovamento delle armi in un appartamento a Certosa. Sivo aveva lavorato negli uffici della questura di Pavia per oltre dieci anni. Negli uffici di via Rismondo aveva comandato la squadra volante e, succcessivamente, l'ufficio di prevenzione e sicurezza pubblica. di Maria Fiore wPAVIA Due anni e due mesi per peculato e detenzione illecita di armi. E' la condanna decisa ieri pomeriggio dal giudice Anna Maria Oddone per l'ex vice questore di Pavia Biagio Sivo, 64 anni, che era stato indagato per il ritrovamento, a luglio del 2011, di armi e munizioni in un appartamento a lui in uso in via Amodeo a Certosa. Sivo, che ha scelto il rito abbreviato e ha usufruito quindi dello sconto di pena di un terzo, si è presentato nell'aula al secondo piano del palazzo di giustizia con il suo difensore, l'avvocato Gaetano Giamboi, per giocare le sue ultime carte e provare ad alleggerire le contestazioni a suo carico, che sono state sostenute dal pubblico ministero Roberto Valli. Accuse che erano costate all'ex vice questore anche gli arresti domiciliari (poi revocati) nella sua abitazione di Milano, pochi mesi dopo il ritrovamento delle armi. Il giudice ha riqualificato in maniera diversa alcuni capi di imputazione, decidendo comunque di emettere un verdetto di condanna dopo avere sentito la requisitoria del pm e le motivazioni della difesa, che ha sempre parlato di «una leggerezza commessa senza dolo». La difesa ha insistito sul fatto che le armi non fossero destinate a scopi illeciti ma erano state accumulate negli anni dall'ex funzionario di polizia, appassionato di caccia e collezionismo. Attraverso l'esame degli atti, il processo ha permesso di ricostruire la vicenda, cominciata nel luglio del 2011, quando il proprietario di un immobile in via Amodeo, a Certosa, scopre, all'interno dell'edificio, un vero arsenale. L'immobile era stato concesso alcuni mesi prima, in comodato d'uso, all'ex vice questore Biagio Sivo, andato in pensione nel mese di novembre del 2009, che a quanto pare aveva chiesto alcuni locali per riporre della merce che non riusciva a tenere a casa. La scoperta basta al proprietario per chiedere l'intervento dei carabinieri. Il sopralluogo consente di recuperare una pistola Smith & Wesson, di cui non si riesce a stabilire la provenienza. Ci sono anche numerosi fucili da caccia. E circa cinquemila proiettili. Tra questi, anche un centinaio di calibro 9 per 19, quelle in dotazione ai militari e alle forze di polizia. Sono considerate munizioni da guerra e la detenzione è vietata anche ai possessori di porto d'armi. Nei locali vengono scoperti anche una maschera antigas, una paletta del Ministero dell'interno, una pettorina con la scritta "Polizia" e un mobile-scaffale che era stato assegnato nel 2005 a un ufficio della questura. E' il ritrovamento di questi oggetti a far scattare l'accusa di peculato, contestazione che ha avuto il suo peso nel calcolo della pena. Ora alla difesa non resta che l'appello. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA