Pentole a pressione usate come bombe

di Andrea Visconti wNEW YORK Terrorismo internazionale o atto terroristico di natura interna? Complotto organizzato o azione disperata di un fantatico? L'inchiesta sulle bombe alla maratona di Boston per il momento non trova risposte e gli inquirenti offrono 50mila dollari a chiunque si faccia avanti con informazioni che possano portare a identificare i responsabili della strage. Intanto ieri, dopo il piccolo Martin Richard, morto mentre correva incontro al padre che stava tagliando il traguardo, è stata identificata la seconda delle tre vittime: si tratta di Krystle Campbell, una ragazza di 29 anni di Arlington, sobborgo di Boston. Era tra il pubblico, non si perdeva mai un'edizione della maratona. Resta da identificare la terza vittima. Emergono nuovi particolari ma non ancora sufficienti per dare una precisa direzione alle indagini. La polizia federale ha determinato che i due ordigni esplosivi erano all'interno di piccole pentole a pressione infilate dentro a zainetti neri. Le bombe erano dotate di un timer che è stato attivato a distanza, usando un comando elettrico che gli inquirenti ritengono di aver trovato. Alcuni medici degli ospedali di Boston che sono intervenuti sui feriti hanno fatto sapere di avere trovato chiodi e pezzetti di metallo nel corpo di vari pazienti. In qualche caso addirittura più di cinquanta frammenti di metallo per la maggior parte conficcati nelle gambe e parte inferiore del corpo. Secondo il Boston Globe uno degli ordigni era stato piazzato nel punto dove fino a poco prima era seduto il governatore del Massachusetts Deval Patrick. Tutto da verificare. La prima esplosione si è verificata alle 14,50, la seconda 12 secondi dopo a un isolato di distanza. La maratona aveva preso il via alle 9,32 e i primi maratoneti avevano varcato il traguardo subito dopo mezzogiorno. Quasi tre ore più tardi, lungo Boylston Street, a pochi passi dal traguardo c'erano moltissimi maratoneti i quali, sentendo il primo tremendo boato, si sono buttati per terra o sono fuggiti. Una reazione che non è stata possibile fra il pubblico che stipava il finale del percorso su entrambi lati della strada. Tre i morti accertati e 176 i feriti, alcuni dei quali estremamente gravi. Gli ospedali della zona fanno sapere che molte persone ricoverate hanno subìto gravissime mutilazioni. A un ferito sono state amputate ieri entrambe le gambe. Secondo il governo Usa dietro all'attentato non c'è la regia di Al Qaeda. Questo non significa che gli inquirenti abbiano già escluso qualsiasi pista islamica, ma quanto meno non c'è motivo di ritenere che dietro all'attentato ci sia la stessa organizzazione del terrore che fece quasi 3mila morti a New York. Mentre l'inchiesta procede una prima pista - quella saudita - si chiude. La polizia infatti aveva interrogato in ospedale un giovane saudita che si trovava sul luogo della strage. Il 20enne che vive a Revere, sobborgo di Boston, era stato visto mentre si allontanava correndo dal punto dell'esplosione. Ma dopo un interrogatorio e un sopralluogo nel suo appartamento è stato appurato che il ragazzo è un sostenitore della maratona che si era assicurato un posto vicino al traguardo per applaudire i maratoneti. Ma nell'esplosione era rimasto lievemente ferito e si era allontano di gran fretta, suscitando così sospetti fra coloro che lo avevano visto. E' proprio il pubblico che in queste ore sta aiutando l'Fbi a muovere i primi passi dell'inchiesta. La polizia federale infatti ha chiesto a chiunque abbia girato video o scattato foto in prossimità del traguardo di far pervenire il materiale all'Fbi per esaminare ogni fotogramma. Si tratta di una richiesta senza precedenti. Ma in questa occasione le migliaia di immagini potrebbero svelare l'identità degli attentatori. Ieri mattina all'aeroporto Logan di Boston la polizia ha fatto richiesta ai maratoneti in partenza di verificare foto scattate usando l'iPhone e altri smartphone e inoltrare alla polizia immagini che potrebbero essere rilevanti per l'inchiesta. Benché l'intelligence Usa non abbia indicazioni che altri attacchi possano essere imminenti continua lo stato d'allerta. Ieri a New York l'aeroporto La Guardia è stato evacuato a seguito dell'allarme suscitato da una borsa dalla quale sembravano spuntare fili elettrici. Allarme anche dietro a un annuncio dell'American Airlines che per cinque ore ha bloccato tutti i voli dicendo che c'era un problema con il sistema computerizzato delle prenotazioni. Ma il pensiero è andato subito all'ipotesi di un collegamento con la strage di Boston. Il livello di allarme resta ai massimi livelli in tutto il Paese. ©RIPRODUZIONE RISERVATA