Consorzio agrario, altri 7 esuberi
di Anna Ghezzi wPAVIA Bilancio in perdita per quasi un milione e mezzo di euro e sette licenziamenti, clima teso al Consorzio agrario della provincia di Pavia alla vigilia dell'approvazione del bilancio. «Stiamo definendo la mobilità per 7 dipendenti su 32 – spiega il presidente Giuseppe Ghezzi, in carica da maggio dell'anno scorso – In questi due anni e mezzo io e l'ex presidente Tiziano Curti abbiamo cercato di evitare strappi ma dobbiamo arrivare a 24 dipendenti, che è il numero giusto per una struttura che fa 42 milioni di fatturato e chiude quest'anno con una perdita di quasi un milione e 450mila euro». Dipendenti dimezzati in tre anni e ora si pensa anche alla riorganizzazione delle 9 agenzie sul territorio, che potrebbero essere ridotte a quattro entro l'anno. Il consorzio agrario di Pavia aveva 51 dipendenti nel 2010, mille soci e quasi 4mila clienti. E' una società cooperativa che fornisce prodotti e servizi alle aziende agricole, dalle sementi ai macchinari. Molti dipendenti erano già vicini alla pensione, le ultime assunzioni risalgono all'inizio degli anni Novanta. Dal 1992 al 2007 il Consorzio era stato commissariato, poi fino al 2009 è rimasto sotto la presidenza di Renzo Andreone a cui è succeduto Tiziano Curti, e poi Ghezzi, presidente anche di Coldiretti. «Stiamo cercando di riprendere in mano il Consorzio dopo vent'anni di immobilismo – spiega Ghezzi – il bilancio chiude in negativo, appesantito anche dai due maxi furti subiti nel corso del 2012». Uno da oltre 100mila euro di carburante agricolo, l'altro di circa 250mila euro di diserbanti. Il bilancio è stato approvato il 28 marzo in consiglio d'amministrazione ma ora dovrà passare il vaglio dell'assemblea e stamattina c'è la prima delle pre assemblee a Pavia, poi seguiranno Casteggio, Mortara, Varzi. In queste pre assemblee saranno nominati i delegati per l'assemblea che si svolgerà il 30 aprile e dovrà approvare il bilancio oppure rigettarlo, addirittura sfiduciare il Cda. I tagli dei dipendenti, spiega Ghezzi, «Erano necessari per non fare la fine del Consorzio di Milano. Abbiamo incaricato un professionista di stendere un piano industriale. Per la maggior parte dei dipendenti interessati si tratta di un traghettamento alla pensione anche se sappiamo che è comunque un grosso disagio». Il presidente parla di una struttura non più adeguata ai tempi e alla sua funzione, con costi troppo alti. «Non possiamo più permetterci una struttura capillare – dice Ghezzi – entro l'anno le agenzie saranno probabilmente ridotte della metà». Ora sono le agenzie con magazzino sono a Mortara, Mede, Robbio, Casteggio, Varzi, Broni, Corteolona, Chignolo, Casorate, a queste si aggiugnono due senza magazzino a Landriano e Garlasco. L'ipotesi è di far restare 4 o 5 poli: uno in Lomellina, due in Oltrepo (Varzi dovrebbe rimanere), uno nel Pavese.