«Sintonia con D'Alema»

di Fiammetta Cupellaro wROMA «Nel partito sembra scattata un'escalation di tensione che appare difficile fermare. Renzi un demagogo? Perché dice ciò che pensa la maggior parte degli italiani? Mica è un'offesa». Roberto Reggi, ex sindaco di Piacenza è un renziano di ferro, ma non uno qualunque. «Ribelle» proprio in quella Piacenza terra d'origine di Pier Luigi Bersani, è stato con Giorgio Gori, coordinatore delle primarie di Renzi. Viene considerato dai bersaniani nel «cerchio magico» del sindaco di Firenze anche se lui l'ha escluso dalle candidature del Pd per il Parlamento. E' stata definita «un'esclusione eccellente». Ancora deluso? «Per fortuna, io un lavoro ce l'ho. Sono ingegnere e sono tornato a fare il mio mestiere». Ma non ce l'ha un po' con Renzi per averla candidata in Parlamento dopo che lei si è occupato delle sue primarie? «Ci siamo visti anche la scorsa settimana. Matteo resta il mio punto di riferimento. Oltre al segretario, è ovvio». Tutto l' attivismo del sindaco di Firenze sulla scena politica nazionale ha fatto nascere il sospetto che ci sia una sorta di «asse» con Massimo D'Alema. «Non c'è dubbio che tra i due, dopo aver esagerato nei toni e nelle parole, si sia ritrovata una sintonia soprattutto su quale governo sia necessario fare. E non la pensano come Bersani. E' stato D'Alema ad andare a Firenze a trovare Renzi e di fatto, ha legittimato di fronte al partito e al segretario una collaborazione». E Romano Prodi è il vostro candidato al Quirinale? «Non è l'unico. Prodi è uno dei nomi sul tavolo che corrisponde alla figura che auspichiamo diventi presidente. Vogliamo vedere se Bersani ha il coraggio di dire no a Prodi...». Ma perché Franco Marini non vi convince? «Grazie a Napolitano e al governo Monti siamo riusciti a riprenderci quella credibilità internazionale che Berlusconi aveva distrutto. Serve una persona di grande statura internazionale. Provi a chiedere all'estero chi conosce Franco Marini?». Pensa che al momento di votare per il presidente ci saranno franchi tiratori? «Lo escludo. Vogliamo dire la nostra in maniera trasparente, ma non utilizzeremo il segreto del voto per vendette». C'è il rischio che i renziani escano da Pd? «Il Pd è il nostro partito ». Qual'è il migliore pregio di Renzi? «E' leale». E il difetto peggiore? «E' impaziente. A volte in politica sarebbe meglio aspettare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA