"Tutto il resto è noia" Il cd di Califano con la Provincia pavese
PAVIA Nella discografia di Franco Califano l'album "Tutto il resto è noia" occupa un posto particolare: è, probabilmente, il suo più riuscito e, di certo, è quello che rappresenta al meglio il suo mondo poetico. Non c'è un brano che non resti nella memoria, che non possegga un segno particolare: la malinconia che si stempera nella tenerezza di "Me 'nnamoro de te" e di "Buona fortuna Annamaria", la poesia ruvida e scabra di "Roma nuda", il monologare amaro de "La vacanza di fine settimana" e quello ilare, divertito di "Pasquale l'infermiere", la riflessione agrodolce di "Un passo dietro un passo". E, naturalmente, il tedio al centro del pezzo che dà il titolo al disco: qualcosa che a che fare con la tradizione degli chansonnier francesi, in testa Jacques Brel, o l'Aznavour di "Odio le domeniche". L'album da domani si potrà comprare in edicola assieme alla Provincia pavese al prezzo di 8.80 euro più il prezzo del quotidiano. Il disco vuol essere un omaggio a Franco Califano, stroncato qualche settimana fa da un infarto a 74 anni. Era conosciuto come Il Califfo, autore di classici della canzone, interprete di successo, poeta, attore, protagonista delle cronache per le sue amicizie pericolose e le sue rischiose abitudini. Quando, qualche anno fa, la sua vicenda si stava avviando al declino (aveva sperperato il patrimonio, il suo fisico cominciava a cedere e finì sui giornali perché aveva richiesto l'aiuto della legge Bacchelli), è stato riscoperto dalla nuove generazioni, Fiorello gli ha dedicato una delle sue imitazioni più popolari, la band Tiromancino e jazzisti importanti come Stefano Di Battista hanno registrato con lui. Al di là delle sue vicende legali, Franco Califano stava all'Italia come i personaggi portati sullo schermo da Jean Paul Belmondo e Alain Delon dei tempi d'oro stanno alla Francia. Un fuoriclasse della seduzione dal fascino maledetto e dall'ironia devastante che dagli anni '60 in poi, cominciando come attore di foto romanzi, si è lanciato in una vita vissuta pericolosamente. Califano ha firmato alcune dei più bei titoli della canzone italiana, come "Minuetto", "La musica è finita", "E la chiamano estate", "Una ragione di più" e ha scritto per gli interpreti più prestigiosi, a cominciare da Mina.