Delitto di Udine Le due ragazzine: come un videogame

di Fiammetta Cupellaro wROMA «Sembrava di essere in un videogame. Ci siamo sentite come l'eroe del gioco Gta». Sono passate appena poche ore dalla scoperta in un campo alla periferia di Udine del cadavere di Mirco Sacher, sessantaseienne ferroviere in pensione, quando F. una ragazzina di quindici anni confessa a due ragazzi di averlo ucciso lei, insieme alla sua amica, quell'uomo che era pure un amico di famiglia. E di essersi sentita come nel videogame più famoso tra i giovanissimi dove il protagonista uccide, fugge in auto, ruba denaro e spacca tutto quello che trova sulla sua strada. Quel racconto choc, F. e A. lo ripeteranno anche davanti ai carabinieri e al magistrato dei minori. Spaventate, ma lucide senza mai rimpallarsi le responsabilità. E ieri l'autopsia oltre a confermare che si è trattato di un delitto, ha rivelato particolari agghiaccianti sulla morte di Mirco Sacher. «Non è morto per cause naturali. Ci troviamo davanti ad un decesso che è avvenuto per cause estranee e quindi dovuto a terzi» ha detto, il magistrato della procura dei minori Dario Grohmann che insieme al procuratore capo di Udine Antonio Biancardi sta conducendo le indagini. Non solo. Secondo il medico legale, il cadavere dell'anziano ha due costole rotte. La morte dunque non sarebbe stata provocata solo dal soffocamento, ma anche dallo schiacciamento del torace. In pratica, la scena del delitto sarebbe questa: una ragazza gli teneva le mani sul collo, mentre l'amica gli saltava addosso. Forse mentre l'uomo era già a terra. Una ricostruzione terribile, che ha bisogno però di alcuni riscontri tra cui gli esami sul cuore dell'anziano.Dovranno stabilire esattamente la causa del decesso, elemento importante per formulare il capo di imputazione contro le ragazzine che potrebbero rispondere di omicidio volontario o preterintenzionale. I magistrati stanno cercando di ricostruire sia le ultime ore di vita della vittima, sia la fuga delle due ragazzine dopo l'omicidio, che si sono messe alla guida della Fiat Punto di Sacher correndo a 150 all'ora sull'autostrada verso Venezia. Poi, la sosta in un'area di servizio, l'autostop fino a Vicenza, il ritorno in treno alla stazione di Mestre dove hanno incontrato i ragazzi che le hanno riportate in Friuli, a Pordenone. Sembra tramontata la pista dell'aggressione sessuale e della tragica reazione delle due adolescenti. Smentito anche il prelievo compiuto con la carta di credito di Sacher effettuato dopo il delitto. Confermati invece i numerosi prelievi fatti dal pensionato nei giorni precedenti. L'ultimo, domenica mattina alle 9,30 cinque ore prima di morire. Ma c'è un'altra ipotesi investigativa su cui stanno lavorando agenti e carabinieri di Udine. Quella che il delitto sarebbe stato l'epilogo di una giornata di sballo delle ragazzine. Proprio per questo motivo sono state poste sotto sequestro le pagine Facebook delle quindicenni, utilizzate con assiduità da entrambe. Nei prossimi giorni verrà nominato un consulente informatico che, ricostruendo pensieri e commenti lasciati sul web da F. e A. potrebbe trovare indizi sul delitto. A questo proposito saranno anche ascoltati i due ragazzi di Pordenone che domenica sera hanno raggiunto F. e A. alla stazione di Mestre convincendole a costituirsi. «Quasi ridendo ci hanno raccontato di aver ucciso un uomo e di essere scappate con la sua auto. Raccontavano la loro avventura come in preda ad una strana euforia». E poi l'alcol. Secondo il ragazzo, Sonny Rizzetto che poi le ha accompagnate dai carabinieri: «Prima di trovarsi in quel campo assieme all'anziano erano andate in un supermercato per comperare alcolici. Ci hanno detto che intendevano consumarli in un una località lontana da occhi indiscreti. Il racconto ci sembrava talmente assurdo che volevamo andare fino ad Udine per vedere se c'era quel cadavere di cui parlavano. Poi, dalla tv abbiamo avuto la conferma che quell'uomo era davvero morto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA