Senza più stipendio «Ora che faremo?»

ROBBIO La rabbia dei lavoratori della ex Cablelettra, 104 persone e relative famiglie che da oggi si trovano senza certezze per il futuro. L'inizio della primavera porta infatti con sè anche la fine della cassa integrazione straordinaria ministeriale e l'altro ieri è stata confermata dallo studio di consulenza del lavoro di Matera, che si occupa dallo scorso anno della Cablelettra, la mancata proroga di quest'ammortizzatore fino a settembre. Ora di fronte a queste persone c'è l'incertezza più totale. La prassi prevede che i lavoratori siano messi in mobiltà, prologo del licenziamento ma con il pagamento di parte dello stipendio, ma anche su questo non ci sono sicurezze. Infatti i lavoratori lamentano di avere ancora delle pendenze che devono essere liquidate riguardanti il trattamento di fine rapporto con la Cablelettra e il pagamento da parte dell'azienda di oneri contributivi. «E fino a quando non vengono sistemate queste nostre spettanze non firmiamo per metterci in mobilità, sono soldi nostri e li vogliamo. Alcuni hanno già fatto la mobilità volontaria, ma di quella unitaria al momento non ne vogliamo sapere» hanno sottolineato ieri durante l'assemblea i lavoratori riuniti nell'auditorium di piazza Dante a Robbio. La situazione è una pentola a pressione sociale che rischia di scoppiare da un momento all'altro. «Ho 29 anni di servizio in Cablelettra e ora mi trovo senza un futuro e soprattutto senza poter dare certezze ai miei due figli - sottolinea il lavoratore dell'azienda di via Mattei, Fabio Filangeri - il commissario in questo momento non ci ha aiutato, ora va fatto però». Comune e sindacati seguono la vertenza, ma in questo caso hanno competenze limitate. Si rischia il muro contro muro tra i lavoratori e la direzione aziendale, affidata dal 2009 dal tribunale di Vigevano al commissario straordinario Vincenzo Sanasi d'Arpe che nonostante le richieste partite già ad inizio marzo non ha ancora incontrato i lavoratori di Robbio. «Io faccio il mio lavoro di sindacalista interno - spiega il rappresentante dei lavoratori Paolo Nobili - non voglio discutere del lavoro del commissario D'Arpe, però deve venire qua e spiegarci perchè siamo in questa situazione critica e confusa». «Bisogna fare un incontro e chiarire la situazione prima di firmare la mobilità - ha messo in luce durante l'assemblea Marco Scodeggio, altro rappresentante interno dei lavoratori dell'azienda che fino al 2008 produceva fili per il cablaggio auto - fino a quel momento aspettiamo». A scaldare la situazione c'è anche il fatto che nello stabilimento di Limatola, in Campania, i lavoratori dovrebbero ottenere la cassa integrazione in deroga regionale. In Lombardia non è possibile visto che i dipendenti Cablelettra hanno già avuto un anno di cassa straordinaria: «Ma siamo cittadini ed abbiamo sempre pagato le tasse come tutti - dice Peppino Catanzaro, una vita passata in Cablelettra - ora vogliamo che le istituzioni e il governo ci aiutino». Sandro Barberis