Breme, condannata per truffa

BREME Per un anno ha intascato la pensione del padre morto truffando l'Inpdap: scoperta e denunciata, Antonina Galici, 52 anni, è stata condannata ieri a sette mesi di carcere, con una multa di 60 euro. Ha avuto i benefici della sospensione condizionale e della non menzione nel casellario giudiziale. La donna, originaria di Palermo ma da tempo residente in Lomellina, a Breme, era l' unica di nove fratelli e sorelle autorizzata ad effettuare movimenti sul libretto postale del padre, come cointestataria. L'anziano genitore è morto l'11 novembre 2008 a Casale Monferrato. Ma la donna non ne ha segnalato il decesso agli uffici Inpdap di Palermo, che gestivano il pagamento della pensione. Quindi le mensilità della pensione hanno continuato ad essere accreditate per oltre un anno, fino al dicembre 2009, per una cifra complessiva pari a 14mila 150 euro, che la donna condannata per truffa dovrà restituire. Quando sono nati dei sospetti sulla regolarità dei versamenti, le indagini sulla vicenda sono state condotte dai militari della Guardia di Finanza di Vigevano, coordinati dal tenente Concetta Spatrisano, e dal maresciallo Salvatore Buono, che è stato sentito ieri come testimone durante l'udienza conclusiva del procedimento penale. A conclusione degli accertamenti, Antonina Galici è stata rinviata a giudizio. Il processo si è concluso ieri davanti al giudice monocratico del tribunale di Vigevano Bruna Corbo. Antonina Galici è stata riconosciuta colpevole, ma ha avuto anche i benefici di legge, essendo incensurata. (a.m.)