Broni, il Comune sfratta l'edicolante storico
La decisione della giunta di sfrattare l'edicolante di piazza Garibaldi suscita anche reazioni politiche. Oltre che nell'opposizione, che si dice pronta a presentare un'interpellanza in consiglio comunale, i malumori si registrano in seno alla stessa maggioranza. È di questi giorni una lettera firmata dal consigliere comunale Pd, Pietro Alberto Merlini. Che al sindaco Luigi Paroni scrive: «In qualità di delegato al Turismo, apprendo oggi in modo inaspettato che Lei e La sua giunta avete deciso di individuare la sede dell'Info Point turistico per il Comune di Broni. Su questo argomento tra Lei e me ci sono state diverse occasioni di confronto. Ricordo che un paio di settimane fa Lei mi parlò di una collocazione di questo futuro Info Point in una zona diversa del territorio bronese. Francamente, quindi mi stupisco di questa scelta, sia per le modalità con cui è avvenuta, sia per il merito». di Donatella Zorzetto wBRONI Dopo 22 anni se ne deve andare da piazza Garibaldi. L'edicola situata nel cuore della città, sotto i portici del municipio, condotta da Antonia Zambianchi e dal marito Luigi Catena, è stata sfrattata dal Comune. Ieri mattina l'edicolante ha ricevuto l'ordinanza di sgombero che le impone di lasciare i locali entro 60 giorni. Il motivo è la necessità di realizzare in quello spazio da 26 metri quadrati un Info-Point. Questo ha deliberato la giunta, provvedimento esecutivo, che, dopo anni di proroga del contratto d'affitto, all'edicolante dà il benservito. La rivendita di giornali è la stessa che circa due mesi fa ha ottenuto dalla Regione il riconoscimento di negozio storico. La delibera arriva dopo settimane di corrispondenza tra le parti. E precisa che «palazzo municipale di piazza Garibaldi risulta ottimale ai fini dell'individuazione del locale da adibire a Info Point integrativo dell'itinerario turistico sovracomunale denominato "Progetto itinerari-Le tre Valli"». Proseguendo: «L'unico locale del palazzo comunale attualmente non utilizzato dall'ente ai fini istituzionali risulta quello concesso fino al 14 maggio 2012 con contratto alla signora Antonia Zambianchi, anche ai fini dell'esercizio di un'attività di rivendita di giornali e riviste». Quindi l'invito è chiaro e perentorio: bisogna andarsene. Ma l'edicolante non la pensa allo stesso modo. Dopo un carteggio complesso e sofferto ha deciso di dare mandato ad un legale di difendere le proprie ragioni davanti ad un tribunale. Per far questo ha scelto l'avvocato Carmelinda Abela. Che sottolinea: «La condotta del Comune di Broni è illegittima e arbitraria. Il contratto di locazione in essere con l'edicola Zambianchi è valido ed efficace. Dal 1990 i coniugi Catena/Zambianchi hanno condotto l'edicola in maniera assolutamente diligente, adempiendo con scrupolo alle proprie obbligazioni contrattuali ed hanno, pertanto, diritto di continuare a svolgere la propria attività lavorativa. Le argomentazioni addotte dal Comune nella delibera sono pretestuose ed infondate, come avremo modo di dimostrare nel corso delle azioni giudiziarie che ci accingiamo ad intraprendere». «Mi preme, poi, precisare che il Comune, pur di giustificare il proprio accanimento nei confronti dei miei clienti, ha ritenuto di motivare la propria determinazione anche estrapolando dalla precedente corrispondenza intercorsa affermazioni che, isolate dal contesto di provenienza, inducono a conclusioni distorte e false – conclude Carmelinda Abela –. Il tutto, in ogni caso, sarà posto al vaglio del giudice. Non si comprende, poi, quali esigenze pubbliche possano mai giustificare la soppressione di un'attività riconosciuta dalla Regione Lombardia quale attività storica (l'edicola esiste dal 1946) e la cui chiusura porrebbe sul lastrico un'intera famiglia. L'attività dell'edicola Zambianchi dovrebbe, pertanto, essere un pregio per il Comune». Va detto che, secondo l'amministrazione comunale il contratto con l'edicolante, sotto il profilo della qualificazione giuridica non può essere definito «mero contratto di locazione, in primis in quanto il bene oggetto del contratto è una porzione dell'unica unità immobiliare del palazzo municipale classificato bene patrimoniale indisponibile». ©RIPRODUZIONE RISERVATA