C'è il comitato antifascista

PAVIA Il comitato provinciale anti fascista si amplia. Il presidente della Provincia Daniele Bosone ha proposto di cambiarne il nome e missione. Si chiamerà «comitato provinciale antifascista per la valorizzazione della cultura repubblicana e democratica». «Un cambiamento anche discusso», spiega Bosone. Alla riunione di insediamento c'erano associazioni, rappresentanti di partiti e istituzioni. Dall'incontro la proposta di togliere la dicitura «antifascista» per "svecchiare" il comitato - si è detto nell'incontro - ma si è poi deciso di lasciarla e di ampliarne la portata. «In questo modo possono aderire associazioni, movimenti politici – spiega Bosone – si è deciso di non vincolarlo a una logica storica ma di legarlo all'attualità. Sarà un comitato attento ai valori della democrazia e della nostra Costituzione. Ecco perché l'allargamento ad altre associazioni, con un obiettivo più ampio. Non vogliamo che il comitato si occupi solo di come manifestare il 25 Aprile, vogliamo possa avere un ruolo attivo, per esempio nelle scuole». Per tornare a parlare di educazione civica nelle classi, «per avvicinare i ragazzi alle istituzioni», spiega Bosone. Alla prima seduta di insediamento c'erano Luigi Bozzini (Aned), Emanuele Gallotti (Apc), Tullio Montagna (Anpiregionale), Giulio Guderzo (Istoreco), Pietro Bolognesi (Fiap), Francesco Viola (Pdci), Martina Sollazzi (Pdci), Antonio Campanella (Sel), Federico Rano (Radicali), Vittorio Poma presidente Consiglio provinciale, i consiglieri Zanini, Torlaschi, Calabrò, Galazzo, il sindaco di Pavia Cattaneo, il dirigente Antonio Sacchi e il presidente della Provincia Bosone. (ma.br.)