Schaeuble: «Dall'Italia rischio contagio»
di Andrea Di Stefano wMILANO «Il risultato elettorale in Italia solleva dubbi nel mercato sulla possibilità di formare un nuovo Governo. Quando emergono tali dubbi, esiste il pericolo di un contagio. L'abbiamo visto l'anno scorso, quando le elezioni in Grecia hanno portato a incertezze politiche. Altri Paesi poi sono stati contagiati»: le parole del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, cadono come una vera e propria bomba sui mercati chiusi ma non mancheranno di suscitare pesanti reazioni, soprattutto sull'andamento dello spread che ieri ha mostrato un'altissima reattività. Secondo Schauble «spetta adesso a quelli che sono stati eletti in Italia formare un governo stabile. Più velocemente lo faranno, più rapidamente sarà superata l'incertezza». Il ministro ha anche affermato che «a proposito, non ho mai detto che la crisi dell'euro era finita. Ho solo detto che abbiamo fatto importanti progressi. Dobbiamo continuare su questa strada, ma ci saranno battute d'arresto». Berlino mette le mani avanti di fronte alle montanti polemiche sugli effetti pesantemente recessivi delle politiche di austerity in tutta Europa. Ieri da Monaco è intervenuto in modo inconsueto il governatore Mario Draghi: «Abbiamo bisogno di rinvigorire i nostri modelli sociali attraverso la riforma delle nostre economie. E abbiamo bisogno di sfruttare il meccanismo di mercato al servizio dell'umanità». «La disoccupazione è una tragedia», ha proseguito Draghi, spiegando che «spreca la vitalità dei lavoratori, impedisce alle persone di avere un ruolo attivo nella società e crea una sensazione di senza speranze, che è frustrante per i giovani». Prima dell'intervento di Schauble il clima era più calmo dopo le turbolenze di martedì. L'asta dei BTp, soprattutto quella del nuovo decennale targato 2023, era andata bene nonostante le preoccupazioni della vigilia. Il Tesoro è così riuscito a collocare l'importo massimo che si era prefisso nelle due forchette, 2,5 miliardi per il quinquennale, 4 miliardi per il decennale. Il tasso pagato agli investitori sul decennale è salito al 4,83% dal 4,17% di gennaio, raggiungendo i massimi da ottobre ma sotto la soglia fatidica del 5% e con un buon rapporto fra domanda degli investitori e offerta, pari a 1,65 volte. Il tasso pagato agli investitori sull'emissione a cinque anni è invece salito al 3,59% dal 2,94% di gennaio, con richieste pari a 1,61 volte l'offerta da parte dello Stato italiano. Lo spread, che ieri ha toccato i 350 punti, dopo l'asta ha leggermente ripiegato per chiudere a 336 punti mentre le borse sono tornate positive dopo i tonfi di martedì: Milano ha chiuso in progresso dell'1,77% trainata soprattutto da Madrid (+1,95%) e Parigi (+1,92%). ©RIPRODUZIONE RISERVATA