Pochi gol e tanti rossi, Pavia giù
PAVIA «E' un periodo in cui tutto ci gira storto»: per Giorgio Roselli la sconfitta di Carpi (2-0) non è la più preoccupante delle quattro raccolte nelle ultime cinque gare. «Lunedì abbiamo giocato meglio delle partite precedenti – dice l'allenatore degli azzurri - ma ci è mancato quel pizzico di fortuna che poteva portarci ad un risultato positivo». Se il pallonetto di Statella sullo 0-0 non fosse stato salvato sulla linea forse a Carpi sarebbe finita diversamente, invece gli azzurri si ritrovano con un punto nelle ultime cinque gare. E' il periodo più difficile di questi 13 mesi scarsi di Roselli a Pavia. «Sono convinto che possiamo tirarci fuori da questa situazione perché la prestazione di lunedì sera conferma che stiamo bene, non solo fisicamente – spiega il tecnico –. Ho vissuto altri periodi negativi in carriera e non sono preoccupato. Credo che questo discorso valga anche per i giocatori esperti, come Fasano, Cesca, La Camera e Statella. Con i giovani invece dobbiamo lavorare sugli aspetti psicologici per aiutarli ad uscire dal momento di difficoltà. In questo momento c'è bisogno del sostegno di tutti, a partire dai tifosi». A Carpi gli episodi e le decisioni arbitrali sono state ancora una volta decisivi. «Nel finale del primo tempo con Statella abbiamo avuto la possibilità di andare in vantaggio dopo la buona partenza del Carpi – analizza Roselli -. Nella ripresa siamo partiti meglio e Cesca ha subito avuto un'occasione, poi il rigore del vantaggio del Carpi ci ha costretti a inseguire. Abbiamo inserito Beretta e nel momento della nostra pressione è arrivato il secondo rigore e l'espulsione di Monticone» (per somma di ammonizioni, ndr). Da quattro partite gli azzurri arrivano al triplice fischio in dieci e le espulsioni totali sono salite a nove. «Gli ultimi quattro rossi non sono mai stati frutto di nervosismo. Nel caso di Ferrini a Chiavari e Lussardi con la Tritium ci sono stati degli errori di valutazione da parte dell'arbitro – precisa Roselli –. Non penso che ci sia la volontà di danneggiare il Pavia, ma gli errori degli arbitri di queste ultime domeniche hanno condizionato le partite e, con le squalifiche, anche quelle successive». Resta il fatto che il Pavia nelle ultime cinque partite ha segnato solo un gol (nel 2-1 a Chiavari con l'Entella) subendone sette. La fatica in attacco coincide con le difficili condizioni fisiche di Giacomo Beretta, lasciato inizialmente in panchina lunedì sera dopo aver saltato la partita di due domeniche fa. «Ho cercato di preservarlo perché da settimane si trascina i problemi fisici e con la Tritium è sceso in campo solo grazie a un'infiltrazione - spiega il tecnico del Pavia –. Con la Tritium si è visto che non sta bene. Spero questa settimana di recuperarlo quasi al 100% per la sfida di domenica contro il Como. Non è un mistero che Beretta sia il nostro terminale offensivo, l'uomo che deve fare gol. Cesca fa un grande lavoro a servizio della squadra, è un punto di riferimento per l'attacco e del suo ruolo ne approfitta chi è al suo fianco. Per questo è importante averli entrambi in campo». Ieri Roselli ha ripreso il lavoro con la squadra in vista del match al Fortunati col Como. Enrico Venni