Da Renzi nessun colpo da rottamatore

di Mario Lancisi wFIRENZE Mentre il popolo del Pd sul web lo invoca come il salvatore della patria, l'uomo del riscatto dell'orgoglio ferito da Berlusconi e da Grillo, il sindaco Matteo Renzi, se ne sta rintanato nella sala di Clemente VII in palazzo Vecchio tra riunioni di giunta e problemi amministrativi. Il cellulare del suo portavoce Marco Agnoletti squilla di continuo, chiamano un po' tutti da Lucia Annunziata a Enrico Mentana, dalla Cnn alla Rai, ma l'ordine del Rottamatore è netto: «Parlerò forse solo dopo la conferenza di Bersani». Forse oggi, chissà. Magari via twitter. Un cinguettio veloce, rapido. Fulminante. Da battutista nato, Renzi non si è potuto però trattenere quando, nel corso di una conferenza stampa il climatologo Giampiero Maracchi, presidente dell'Ente Cassa di risparmio di Firenze, seduto vicino a lui, ha elogiato la «continuità politica» all'interno della sua fondazione, nel confronto con le discontinuità riscontrabili in altre situazioni nel paese e nel quale si poteva leggere anche un riferimento alla situazione politica italiana. «Oggi non è giornata, professore», ha sorriso Renzi. Ma per capire gli umori del sindaco di Firenze bisogna riandare al pomeriggio dei risultati, trascorso da Renzi con i suoi più fidati collaboratori.«E' stato dalle 2 del pomeriggio fino a mezzanotte incollato ai risultati per fare calcoli, previsioni. Matteo non guarda tanto le percentuali, quanto i voti assoluti e ha una tecnica per capire quando un dato è destinato a non modificarsi», racconta uno dei suoi amici più stretti, il fiorentino Davide Ermini, che fa parte della pattuglia dei neo parlamentari renziani eletti in parlamento. Appena sono usciti gli instant poll che davano Bersani primo alla Camera e al Senato, Renzi sembra abbia tirato un sospiro di sollievo: «Per cinque anni me ne sto tranquillo a fare il sindaco». Renzi, dicono i suoi collaboratori, ha 38 anni e può aspettare. Non ha fretta. Ed è sicuramente felice dei molti sms e attestati di queste ore che invocano «Matteo, pensaci tu». Però raccomanda a tutti sangue freddo, intelligenza, niente mosse azzardate. Il Paese è sull'orlo del precipizio, occorre responsabilità. Da Renzi, assicurano i suoi amici, non verranno colpi da rottamatore. E' il momento di Renzi temporeggiatore, che a Bersani - se ci parlerà - dirà di provare a costruire una maggioranza. Durante la kermesse elettorale la sua preoccupazione, perso il Senato, è stata per la Camera. Non ha fatto che ripetere ai suoi collaboratori: «Importante è vincere alla Camera per avere il pallino in mano». Il pallino è ora nelle mani di Bersani. Renzi non gli darà una spinta. Si augura che ce la faccia a formare un governo anche su pochi obiettivi. Prima di tornare al voto. E in quel caso scoccherà il turno di Renzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA