"Come tu mi vuoi" L'ambiguità secondo Luigi Pirandello

TORTONA Stasera alle 21 al teatro Civico andrà in scena "Come tu mi vuoi" la commedia di Luigi Pirandello di cui è protagonista Lucrezia Lante Della Rovere nel ruolo dell'Ignota. Il testo è andato in scena per la prima volta nel 1930 a Milano ed è ispirato al caso dello smemorato di Collegno, famoso caso di cronaca accaduto in Italia a partire dal 1926 riguardante la riapparizione di un uomo ritenuto disperso in guerra. L'identità dell'uomo fu oggetto di un caso di cronaca e di un procedimento giudiziario. La commedia "Come tu mi vuoi" si avvale oggi del libero adattamento di Masolino D'Amico che lo ha "liberato dagli orpelli" pur mantenendone l'incisività e il linguaggio pirandelliani. Il regista, Francesco Zecca, fonda la sua lettura, spiega,«su una ricerca delirante dell'autenticità che, per poter essere trovata, porta a perdersi nei tunnel oscuri della memoria. Al centro di quest'opera, come in tutte quelle di Pirandello, c'è sempre questa ricerca spasmodica dell'identità». Ed è proprio una donna che non ha più un'identità, l'Ignota, ad essere al centro della vicenda che parte da una Berlino degli ultimi anni venti, quella dei cabaret di Grosz e Kurt Weill. L'Ignota balla e intrattiene i clienti nonostante venga mantenuta da un ricco scrittore. Sarà l'incontro con un italiano che riconosce in lei la moglie di un suo amico, scomparsa dieci anni prima, nella Grande Guerra, a portarla in una villa friulana. Una sorta di processo familiare cercherà di stabilire la vera identità della donna passando attraverso numerosi colpi di scena. Pirandello ancora una volta è capace di tenere lo spettatore all'oscuro di quello che realmente accade e sorprenderlo con un finale ambiguo. Lucrezia Lante Della Rovere è quindi l'Ignota, la donna che è pronta ad essere "come tu mi vuoi" nel suo tentativo di cercare la propria identità nella logica razionale. Con lei in questo spettacolo sono in scena Crescenza Guarnirei, Simone Colombari, Raffaello Lombardi, Arcangelo Iannace, Andrea Gherpelli e Francesca Farcomeni. Le scene sono di Francesco Ghisu e le musiche originali portano la firma di Paolo Daniele. I costumi sono di Annapaola Brancia D'Apricena e le luci di Valerio Peroni.