Maestri resta agli arresti in casa

PAVIA «C'è il pericolo» che possa rifarlo, «vista la sua capacità di rapportarsi con esponenti del mondo politico al fine di ottenere vantaggi per lo svolgimento della propria attività di imprenditore». E' il cuore delle motivazioni con cui i giudici del Riesame hanno respinto la richiesta di revoca degli arresti domiciliari per Dario Maestri, l'imprenditore accusato di corruzione in relazione alle residenze universitarie di Punta Est, al Vallone. Secondo il magistrato della procura di Pavia Paolo Mazza, l'imprenditore avrebbe corrisposto tangenti al docente universitario Angelo Bugatti, a cui il Riesame, proprio pochi giorni fa, aveva concesso gli arresti domiciliari sulla base del «tempo trascorso dai fatti e la già avvenuta deposizione di molti testimoni». Nel provvedimento che motiva il «no» a Maestri vengono richiamati anche i presupposti su cui si era basata l'ordinanza di custodia cautelare per Bugatti. E le ragioni per cui il Riesame ritiene che per entrambi gli indagati il quadro dei «gravi indizia di colpevolezza» non sia mutato. Anzi, si sarebbe aggravato dopo i nuovi interrogatori a cui sono stati sottoposti collaboratori dello studio di Bugatti, a Milano, e professionisti del dipartimento di Ingegneria edile dell'Università che era diretto da Bugatti stesso. I testimoni (che hanno anche riferito di pressioni ricevute dal docente) avrebbero confermato la falsità della convenzione con la società di Maestri, Punta Est, firmata da Bugatti: con questo atto, secondo la procura, sarebbe stato possibile mantenere la finalità di ricerca degli alloggi mentre, con una variante al progetto rilasciata dal dirigente comunale all'Urbanistica Angelo Moro, veniva di fatto modificata la tipologia di residenze, da universitarie a case destinate al libero mercato. (m. fio.)