Centinaio: porto cultura e turismo in Senato

PAVIA «Ma non festeggi»? «Ma sì, c'è tempo per festeggiare». Gian Marco Centinaio risponde così agli amici. Il neo senatore ha passato il lunedì in famiglia, e tutta la giornata di ieri nel seggio di via Simonetta. La festa è rimandata solo di poche ore per unire la sua elezione alla presidenza leghista della Regione. Ma il sorriso stampato in faccia non glielo toglie nessuno. «Mi dicono che non mi hanno visto così felice nemmeno quando sono diventato assessore – dice Centinaio, 41 anni, nella Lega da quando ne aveva 17 – e forse è vero, per me, a vent'anni esatti da quando sono entrato nelle istituzioni, questo è un traguardo importante». Che ha una dedica con nome e cognome: quello di Carlo Pisati, primo senatore pavese del Carroccio. «E' stato il mio secondo contatto quando sono entrato nella Lega – dice Centinaio – il primo è stato Roberto Tilocca». Nemmeno maggiorenne Centinaio ha iniziato tutta la trafila politico-amministrativa: la militanza, i quartieri (presidente a Città Giardino nel 1993), il consiglio comunale nella minoranza dal 1996 fino al 2009, anno dell'ingresso nella giunta Cattaneo, da assessore alla cultura e vice sindaco. Il primo a chiamarlo tra i colleghi di giunta è stato Massimo Valdati, in corsa anche lui al Senato con Monti. Percentuali tutte personali quelle di Centinaio: «Al 90% mi dicevo che non ce l'avrei fatta », spiega. Poi alle 22 di lunedì squilla il telefono. E' via Bellerio. «Gian Marco, sono Maroni». Sono i primi complimenti. Poi seguono quelli degli altri colleghi di partito (Mognaschi e Ciocca tra i primi), del sindaco Cattaneo, gli amici. E persino i non amici. Il cellulare si illumina in continuazione. Arriva anche qualche sms di «ex morose», dice Centinaio: «Ma io l'ho detto subito: se vi stavo sulle balle prima adesso non cambiate idea solo perché sono senatore». Umore alto, ma piedi piantati a terra. Consapevole, lui e la sua compagna, che la loro vita sta per essere rivoluzionata. Forse il 12 marzo sarà già a Roma, nessun trasferimento definitivo. E la possibilità di un posto in Commissione cultura. Lo hanno voluto per questo e per la sua formazione nel turismo: beni culturali, Expo, tavoli di confronto con i sindaci del territorio. Sono questi i suoi punti all'ordine del giorno. Mamma Maddalena e papà Giorgio sono ancora più contenti di lui. E anche i leghisti pavesi. «Perché io sono sempre stato in Lega – spiega – non mi piace chi cambia partito. E' come cambiare squadra, e lo dico io che l'ho fatto». Era interista il neo senatore, ma solo fino alle medie che ha fatto proprio alla ex Boezio. Poi si è schierato con il Parma: una scommessa con il compagno di banco Roberto. Centinaio è pronto a usare la tecnologia in Senato: «Twitterò tutto quello che combinano i grillini», dice. Quando il leader 5 Stelle era a Pavia ha lanciato lui l'hashtag #chissenefregadigrillotour. «Che ora usano tutti i leghisti di Italia». Promessa, premessa 2.0 @MariannaBruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA