Pavia è l'unico neo del volo di Maroni
di Fabrizio Guerrini wPAVIA Elezioni, secondo tempo. Anche in provincia di Pavia vince Maroni governatore. Ma spunta un Pdl a due velocità, con un risultato che potrebbe far suonare qualche campanello d'allarme per la giunta di Pavia: infatti se in provincia il partito leader del Centrodestra ha viaggiato decisamente meglio che nel resto di Lombardia (3-4 punti sopra al risultato regionalle), a Pavia città si è tenuto a quote più basse rispetto al dato regionale . Ma non è il solo verdetto che esce dalle urne delle elezioni regionali. Ne sounta un altro, significativo: il Pd è ora il primo partito della provincia di Pavia. Il tutto mentre Pdl e Lega Nord sono in picchiatao e l'M5S non raccoglie il pieno di consensi delle politiche. Il Centrodestra inquieto. Il Pdl passa dal 30,38 per cento del 2010 al 20,30 per cento di ieri: ovvero la quota più bassa di voti dell'ultimo decennio di sfide elettorali pavesi nel nome del Cavaliere e dei suoi candidati. Eppure il Pdl provinciale, forse anche spinto dal derby interno Melazzini-Pesato, è riuscito a fare meglio del partito a livello lombardo. Ma con una eccezione, importante, il capoluogo dove il partito del Cavaliere si ferma al 16,65 per cento. Non ride neppure la Lega Nord che, pur piazzando al timone Bobo Maroni, frana in provincia dal 28,17 per cento del 2010 al 20,29 per cento che è la somma percentuale dei consensi ottenuti dalla lista istituzionale (che si ferma all'11,10 per cento) e dalla lista civica Maroni presidente. Anzi, proprio quest'ultima nuova formazione ha uno scarto minimo rispetto alla squadra titolare (11,10 per cento contro il 9,14). Squadra in cui il bomber Angelo Ciocca non ha bissato la goleada da 18mila preferenze del 2010 fermandosi a fatica a un quarto da quel clamoroso risultato. Ma non è finita: anche per il Carroccio il risultato peggiore è sempre a Pavia città. Nella coalizione, Fratelli d'Italia si conferma forza che vale l'1,5-2 per cento. Un derby al ribasso giocato con la lista Tremonti 3L che sfiora l'un per cento. Ma il Pd decolla? Nel 2010 il Pd era la terza forza con il 22,7 per cento dietro a Lega Nord (28,17) e Pdl (al 30,38 per cento). Lo scrutinio di ieri consegna i Democratici pavesi a quota 25,67 per cento, un soffio sotto al risultato della Camera (26,21 per cento), ma quanto basta per essere la forza leader in provincia: magra consolazione, certo, se proiettata sullo scenario italiano e lombardo (Maroni è il nuovo governatore). Ma a consolare ulteriormente i Democratici giunge il risultato di Pavia città dove il Pd arriva a quota 28,44 per cento che è anche più della somma di Pdl e Lega (senza però contare i voti alla lista Maroni presdente). Il Pd ruggisce a Pavia? Presto per dirlo. E presto ancora per capire se ha più influito la presenza di un candidato gradito alla società civile come Umberto Ambrosoli o la discesa in campo del presidente della Provincia Daniele Bosone in singolar tenzone con il consigliere regionale uscente Giuseppe Villani, amici-nemici nel partito. M5S, frenatina. Le Regionali del Movimento 5 Stelle, in provincia di Pavia, fanno registrare una lieve flessione dei consensi rispetto alle politiche: si passa dal 18-21 per cento di Senato e Camera al 16,21 per cento. Ma è una frenata che si può spiegare in parte con il voto disgiunto che, nel Centrosinistra , in fuga per il Parlamento è tornato nell'alveo di coalizione per sostenere Ambrosoli in Regione. Un percorso che, probabilmente più in minima a parte, ha riguardato anche le dinamiche del Centrodestra. Briciole di consensi. Il resto del quadro politico pavese che esce dal voto regionale consegna un Udc ai minimi storici. Il partito di Casini aggregato nella colalizione montiana che sosteneva Albertini si ferma all'1,5 per cento. Poco al di sotto si trova la meo formaziomne (e già sul punto di sparire) di Fermare il declino.