Senza Titolo

di PIERANGELA FIORANI (segue dalla prima) Deve avvenire qui e ora. Chi non lo capisce è fuori, ha ammonito il leader del Movimento 5 stelle che anche in provincia di Pavia ha mollato una bella scoppola. Novità epocale. O si torna alle urne in fretta e furia - ma non si sa con quale risultato - o si prova a mutare rotta. Perfino a cambiare le parole, come diceva ancora ieri Grillo. Soprattutto occorre cambiare metodi e mettere finalmente in campo a Roma come a Milano i problemi veri della gente. In gioco non ci sono solo la Lombardia e l'Italia che chiedono governabilità, moralità e concretezza. In gioco c'è l'Europa intera di cui il nostro Paese è parte importante e integrante. In queste ore si indugia ancora a riflessioni e confronti per capire cosa è accaduto. Cos'è che ha fatto improvvisamente (?) girare il vento da una certa parte. Ha pesato la crisi? Ha dato la spallata la disoccupazione crescente e opprimente? Hanno voltato le spalle soprattutto quelle aree in cui la povertà morde più pesantemente? Hanno fatto arrabbiare scelte di austerità che non lasciavano intravedere interventi di rilancio? Certo tutto ciò ha avuto il suo peso. Il rifiuto, la disaffezione, il distacco avevano però soprattutto un messaggio da portare: cari politici, cambiate. La domanda ora è se sia troppo tardi per mettersi ad ascoltare, con l'attenzione evidentemente non usata fin qui, chi fatica a tirare la fine del mese, chi ha paura a tornare in ufficio o in fabbrica ogni giorno perché potrebbe essere l'ultimo. Se è troppo tardi per rispondere a chi vorrebbe istituzioni efficienti e una politica credibile. Se c'è ancora spazio per dialogare con chi chiede garanzie sui diritti di tutti senza vedersi passare davanti i privilegi dei pochi. Vedremo presto se e come cambieranno i metodi in Regione Lombardia, dove Maroni ha vinto, ma dove migliaia e migliaia di cittadini-elettori anche della provincia di Pavia, vogliono sperimentare se davvero il nuovo Governatore terrà fede a ciò che ha promesso sul fisco e sulla guerra dichiarata alla mafia che infiltra anche i nostri territori. E vogliono sapere se il neo presidente è disposto al confronto sulla necessità di un'autostrada che tanti, troppi, non vogliono perché ne vedono più svantaggi che opportunità. Vedremo che succederà al Pirellone e cosa accadrà nel Parlamento a cui Bersani proporrà i punti di un progetto che promette le riforme tanto attese e impegni contro la crisi e per il lavoro. Per gestire non bastano più le strategie e i tatticismi da vecchie alleanze. Ora si gioca a carte scoperte.