Senza Titolo

dopo il voto / 1 Una speranza oltre la delusione nQueste elezioni mi fanno pensare che Luciano Canfora avesse ragione a scrivere contro la retorica democratica: l'Italia continua a rappresentare una grave eccezione tra le democrazie occidentali perché nemmeno nella Grecia dilaniata dalla crisi è accaduto che più della metà degli elettori scegliesse il populismo. Tuttavia questo è il risultato che vogliono gli italiani. Come nel 1994 i progressisti, pur credendo di aver la vittoria in tasca, hanno perso e quel Centro che vuole rappresentare i "moderati" non emerge. Rispetto al 1994, però, anche se il corpo elettorale ha votato ancora con la pancia, c'è un dato positivo. Questa volta il populismo demagogico e "interessato" di Berlusconi è stato investito dal populismo "impegnato" di Grillo. Nel 1994 Berlusconi portò in Parlamento tanti suoi dipendenti per tutelare i propri interessi. Oggi, invece, Grillo porterà in Parlamento molti cittadini che, urlando contro la "casta", dicono di voler impegnarsi nell'interesse dell'intero Paese. Ricordando che il massimalismo non ha mai prodotto risultati, possiamo conservare la speranza che, con questi "homines novi", non sia andata persa la possibilità di cambiare il Paese. Il PD deve chiudere un capitolo ambiguo per iniziare ad essere ciò che ora non è: un partito progressista fondato innanzitutto sulla moralità che un tempo distingueva la sinistra italiana. Il Movimento Cinque Stelle, senza rinunciare ai propri ideali, deve accantonare la retorica propagandistica per buttarsi "nella mischia" dimostrando così di essere "proposta" oltre che "protesta". Guardando all'esperienza siciliana, democratici e grillini possono far sì che questo voto epocale e sconvolgente produrrà una legislatura di grandi riforme. Spero che responsabilità e ragionevolezza portino all'accordo per un governo "civile" accompagnato da un progetto di incisive riforme condivise. Se oggi molti italiani sono abbattuti e disorientati, tra qualche mese potrebbero rallegrarsi di assistere alla più bella stagione di riforme mai vista in Italia. Andrea Enrici dopo il voto / 2 La sconfitta del Bel Paese nVorrei esercitarmi nello sport più praticato in questi giorni: il commentatore politico. Il risultato migliore di questa tornata elettorale lo ha ottenuto M5S. Il risultato peggiore il PD di Bersani che ha perso anche nella sua Bettola. Ma fin qui credo siamo tutti d'accordo. Chi ha però veramente perso queste elezioni è il nostro Bel Paese. Sì, perché Grillo mi sembra una persona che se va a fare la spesa al supermercato non è in grado di scegliere neanche il latte e alla fine esce con il carrello vuoto. Quando torna a casa però ha fame, ma non avendo comprato niente, rimane a stomaco vuoto. Noi questo stomaco vuoto in Italia lo stiamo avendo da troppo tempo e queste elezioni sarebbe dovute essere risolutive. Il Paese ha bisogno di un governo in grado di portarci fuori dalla crisi e anche se capisco il malumore che i nostri politici, non tutti però, hanno contribuito ad aumentare, sono convinto che votare M5S sia un voto sotto l'aspetto della governabilità inutile. Non si alleerà dopo le elezioni con nessuno, per cui non avrà nessuna influenza nelle votazioni se non quella di fare ostruzionismo. Di proposte sia da Bersani (che infatti ha perso) che da Grillo non ce ne sono. Salvo quella di eliminare le auto blu, dimezzare il numero dei parlamentari e di ridurre lo stipendio, ma con queste tre cose, senz'altro utili, non si crea occupazione… Massimo Fois IL PAPA Vecchio, stanco e molto umano nVedetela come vi pare, ma trovo commovente l'annuncio delle dimissioni di papa Ratzinger: un vecchio di 86 anni dal corpo affaticato che, lucidamente, dice basta. Ratzinger, apparentemente così algido e qui così profondamente umano. Avrà sostanzialmente chiuso un occhio sul clero pedofilo (ora sembra mantenerli aperti entrambi). Si sarà anche macchiato di omofobia (nel 1986 definì l'omosessualità una «condizione oggettivamente disordinata»), ma come dimenticare l'incoraggiamento o forse monito da lui rivolto nel 2009 alle «parrocchie ed ogni altra comunità a intensificare in Quaresima la pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera e – udite udite – l'elemosina». Parole a chi, dentro e fuori la Chiesa, ha ridotto la croce a nudo feticcio, senza più Cristo né carità. In tempi in cui sempre più la pratica politica si propone slegata dal senso di giustizia sociale, Benedetto XVI citando Agostino così scrive: «La giustizia è lo scopo e quindi la misura intrinseca di ogni politica. (...) Uno Stato che non fosse retto secondo giustizia si ridurrebbe a una grande banda di ladri» (enciclica "Deus Caritas Est", 2006). Concordiamo. Giovanni Giovannetti mussolini / 1 La storia vera e le novelle grottesche n Ho letto con interesse la lettera di Stefano Cerra, assessore al Comune di Valle Lomellina, pubblicata il 9 febbraio riguardo alle cose buone che Mussolini avrebbe fatto per l'Italia. Un intervento è d'obbligo: l'Usb è un sindacato "orgogliosamente" antifascista. Innanzitutto è doveroso precisare che tutta la "nuova nazione", come la chiama Cerra, non sarebbe mai nata senza il consenso della grande industria, degli agrari, della Chiesa e del re, da sempre difensori dello status quo, senza i quali il fascismo sarebbe rimasto quello che era, una masnada di picchiatori in camicia nera. Per quanto riguarda il lavoro, Mussolini tentò di impedire il lavoro della donna, frenando di fatto l'emancipazione femminile. Approvò, sì, una Carta del Lavoro, che però eliminò definitivamente qualsiasi autonomia organizzativa e capacità contrattuale dei lavoratori, imbrigliati in corporazioni o sindacati fascisti che, di fatto, facevano da spalla ai padroni. Parlando invece di tutto ciò che può essere riassunto alla voce "stato sociale" il fascismo italiano si limitò a creare istituti e servizi che da anni già esistevano in diversi paesi dell'Europa e che nel nostro paese erano stati ignorati dal menefreghismo dei precedenti governi. Andando oltre vi è poi tutto ciò che riguarda la repressione del dissenso: dal Tribunale Speciale per i nemici del regime ai licenziamenti di migliaia di lavoratori antifascisti; dal confino alle Leggi razziali. Dalla creazione del più anacronistico impero coloniale della storia, ottenuto mediante l'utilizzo di armi chimiche e gas nervini, alla partecipazione assieme a Hitler alla Guerra civile spagnola. Insomma, non sembra proprio che il quadro sia così rigoglioso come quello dipinto da Stefano Cerra. Il fascismo eliminò la democrazia e la libertà, aumentando la disuguaglianza e il razzismo. Fortunatamente, quando si scrive la storia, si utilizzano dati di fatto, dimostrabili e verificabili. Le favole e le demagogie si lasciano ai Pansa e ai Cerra di turno, anche se, devo ammettere, i contenuti per una novella grottesca li hanno tutti. Riccardo Scanarotti Usb Pavia mussolini / 2 La sciagurata tesi dell'assessore nE' difficile rispondere alla lettera del'assessore di Valle Lomellina servendosi dei normali strumenti della logica. Qual è il significato di "aver bene operato" riferendosi a un soggetto politico quale fu Mussolini ? Il fatto di aver creato l'Inps o di aver editato la Legge Fallimentare? Ma anche Stalin e Hitler hanno ben operato, facendo dell'Unione Sovietica una potenza industriale l'uno, e l'altro sollevando l'economia tedesca a livelli eccelsi: dittatori tutti e due con enorme seguito popolare. Allora forse il discrimine forte fra il ben operare e il male operare è il concetto di libertà: le semplici libertà borghesi sorte con la Rivoluzione Francese, quella di stampa, di religione, di riunione, di espressione, di insegnamento, di viaggiare, di dissentire dal potere, di esprimere il proprio parere senza per questo essere punito. Se non si vuole falsare la verità storica, queste libertà l'Italia fascista non le aveva: era l'Italia del confino, delle leggi speciali, dell'abolizione del voto, della messa al bando dei partiti e dei sindacati, del giuramento al fascismo degli insegnanti, della tessera , della camicia nera, del "voi" obbligatorio. E della violenza degli squadristi, delle prevaricazioni fisiche e morali per chi non aderiva o non si adattava durate per tutto il cosiddetto ventennio: delle leggi razziali volute ed imposte da Mussolini a prescindere. Questi sono fatti che solo chi è in malafede (e in giro di persone così se ne vedono tante) può negare. Mi stupisce che un assessore di un Comune di questa nostra Italia cresciuta in democrazia possa ancora sostenere tesi e teorie quali quelle espresse nella sua sciagurata lettera, che di fatto giustificano un regime basato sulla pura e semplice negazione della libertà. Umberto Ferrari iscritto Anpi Voghera sanita' Grazie alla Città di Pavia nVorrei ringraziare infinitamente il personale medico e paramedico del reparto di Oculistica della Clinica Città di Pavia per la bravura, umanità e gentilezza. Mio papà ha subito nei giorni scorsi un intervento di cataratta all'occhio destro con il dott. Francesco Sandolo e ho potuto ammirare la loro serietà e professionalità. Esistono anche casi di ottima assistenza medica. Paola Cellario