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di Luca De Vito wMILANO In Lombardia in testa per gli instant poll Roberto Maroni (Lega e Pdl) con il 38% su Umberto Ambrosoli (centrosinistra) che si fermerebbe, secondo le intenzioni di voto espresse prima di entrare nel seggio (e ieri dimostratesi per Camera e Senato non molto attendibili) al 35%. Al terzo posto si piazzerebbe Silvana Carcano (Movimento 5 stelle) con il 17% mentre Gabriele Albertini (scelta civica per Monti) si ferma al 9%. Carlo Maria Pinardi (Fare per fermare il declino) si attesterebbe tra lo 0 e l'1%. A sinistra - nonostante i risultati delle politiche in questa Regione non siano confortanti - è ancora viva la speranza che l'avvocato possa comunque farcela: dalla sua, infatti, Ambrosoli ha il voto disgiunto di molti montiani e l'endorsement di figure vicine al Movimento a 5 stelle come Celentano e Dario Fo che hanno annunciato la loro scelta di votare per il leader del Centrosinistra. Tra i più convinti che Ambrosoli possa farcela c'è Giuliano Pisapia, il sindaco di Milano e supporter della prima ora dell'avvocato che si è dichiarato moderatamente ottimista sui risultati delle regionali: «La coalizione che appoggia Ambrosoli è più ampia - ha detto - e c'è un vantaggio per il centrosinistra che può ancora valere: c'è un uomo nuovo, una faccia pulita che non ha il viso del vecchio politico che da vent'anni non fa altro». «Coltiviamo la speranza di un risultato positivo per Ambrosoli«, dice il segretario regionale lombardo del Pd Maurizio Martina. Che ammette: «Stiamo attendendo i dati definitivi, ma in Lombardia al Senato ci aspettavamo un distacco inferiore con il centrodestra». Dallo schieramento opposto però ostentano sicurezza, anche in virtù del distacco record nelle circoscrizioni lombarde. Secondo Roberto Formigoni, presidente uscente della Regione Lombardia, Maroni sarebbe avanti: «I dati al Senato ci danno un vantaggio netto e probabilmente domani (oggi, ndr) ci sarà la vittoria di Maroni in Lombardia. I dati finora dimostrano che siamo molto più attivi oggi di quanto le campane che suonavano a morto per noi facessero pensare». Anche se, a vedere le reazioni dei leghisti, dentro l'alleanza non sono tutte rose e fiori: «Dal punto di vista delle politiche l'alleanza con Berlusconi l'abbiamo pagata - ha detto Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona - ma se questa alleanza ci consentirà di governare in Lombardia con Maroni, ne sarà valsa la pena». Anche a destra tuttavia c'è chi teme di non farcela. «Grazie ad Albertini la sinistra può avere ancora qualche speranza di vincere in Lombardia - ha detto Ignazio La Russa di Fratelli d'Italia - perché lui sottrae voti solo a destra». Nessuno dei candidati per la corsa al Pirellone ieri ha rilasciato dichiarazioni, tranne Gabriele Albertini che però si è concentrato in un'analisi del voto ai grillini: «Nel risultato elettorale del Movimento 5 stelle c'è una buona parte di ribellismo acefalo, movimentista e anarchico, ma c'è anche una componente di vera protesta che però è transitoria. Può essere una scelta di protesta, ma solo per dare una scossa». L'unico dato sicuro, al momento, riguarda l'affluenza, in forte aumento per le regionali nonostante il calo alle politiche: la scheda verde per eleggere il presidente della Regione è stata imbucata dal 76,69 per cento degli aventi diritto al voto, mentre alle precedenti elezioni aveva votato il 64,74 per cento. L'affluenza maggiore nella regione è stata a Brescia, con l'80,5% (rispetto al precedente 68%), seguita da Lodi (79,1%), Monza e Brianza (79%), Bergamo (78,6%) e Cremona (78,2%). ©RIPRODUZIONE RISERVATA