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il caso L'onere della prova per le famiglie gay nLa sentenza 601 della Prima sezione della Corte di Cassazione ha sancito nero su bianco che la genitorialità omosessuale è tanto valida quanto quella eterosessuale e che pensarla diversamente costituisce un «mero pregiudizio». Forzando un po' la mano (non se ne dolgano i giuristi) nella discussione politica e sociale del nostro paese vige, de facto, l'inversione dell'onere della prova in tema di omogenitorialità. In altre parole, l'onere di provare la "bontà" della famiglia omogenitoriale è attribuita a chi la vuole difendere e non a chi l'accusa, senza alcun fondamento, di non essere "normale". D'ora in poi, invece, chi si ostinerà a non attribuire pari dignità alla famiglia omogenitoriale, dovrà provarlo: stigmatizzando il pregiudizio, spetterà a chi offende dimostrare la fondatezza delle sue affermazioni e non ai soggetti discriminati, pratica invalsa per molti temi compresi nell'area dei diritti civili. «Ogni tanto pare di vivere in un paese civile» è invece la prima considerazione spontanea quando si costata che "almeno" la magistratura si assume l'onere di dipanare il groviglio nebuloso in cui giace la tutela dei diritti civili; la prima, ma non necessariamente la più corretta. Alla magistratura si deve il rispetto per il compito che doverosamente svolge. Ma l'oggetto della nostra gratitudine dovrebbero, invece, essere quei singoli cittadini, ostinati e coraggiosi, che adiscono le corti dei tribunali per ottenere giustizia. La copertura dei media non ha, inoltre, reso un buon servizio alla causa, interpretando la sentenza come il "via libera alle adozioni gay". Qui, invece, c'è in ballo un aspetto differente ossia il concetto stesso di genitorialità; se consideriamo, infatti, che la pronuncia verte sul caso di una donna che ha avuto, prima, un figlio da un matrimonio etero e poi ha vissuto la sua genitorialità all'interno di una convivenza omosessuale, ecco che la vicenda si rivela per quello che è: un caso di scuola ideale per abbattere i pregiudizi sull'omogenitorialità. Altrimenti, dovremmo dedurne che la stessa donna è da considerarsi una buona madre se eterosessuale e una madre "inadeguata" se omosessuale.Esattamente quell'inversione dell'onere della prova che questa sentenza ha finalmente stigmatizzato. Emanuela Marchiafava politica / 1 Il tramonto pavese di Futuro e Libertà nCon la fuga dei topi dalla nave che affonda finisce mestamente l'avventura pavese di Futuro e Libertà. Dà poca soddisfazione dire "io l'avevo detto a Bocchino e Valditara", i due maggiori responsabili, ma non i soli, della scelta della squadra di Adenti e C., che con la destra liberale ed europea del manifesto di Todi non c'entravano molto. Messi da parte come parenti poveri Losurdo e Podini a Pavia, il sottoscritto a Voghera, i cauti (forse avevano ragione loro) simpatizzanti che stavano uscendo a Vigevano e in tutta la provincia, si è privilegiato il vecchio modo di fare politica. Speriamo che la storia insegni qualcosa ai nuovi che si affacciano per la prossima tornata elettorale, Ambrosoli ed Albertini, che pur non essendo nuovo se non altro un po' di coraggio nella sua scelta controcorrente l'ha dimostrato. Per noi che abbiamo creduto in un Futuro di Libertà almeno la consolazione di averlo previsto e l'illusione di crederci ancora! Achille Cester politica / 2 Il silenziatore del prof. Monti nC'è chi vorrebbe il professor Mario Monti al Quirinale, cioè presidente della Repubblica. Però da quando egli ha chiesto a Bersani, candidato premier del centrosinistra, di "silenziare" Stefano Fassina (responsabile Economia Pd), Matteo Orfini (responsabile Cultura Pd), Andrea Orlando (responsabile Giustizia Pd), Susanna Camusso (segretaria generale Cgil), Nichi Vendola (leader Sel) perché "conservatori", e ai giovani ha detto che "si devono scordare di avere il posto fisso", c'è da chiedersi se questa ipotesi sia ancora proponibile. "Silenziando" i cittadini si violano i diritti sanciti dalla Costituzione. In Italia il fascismo silenziò gli oppositori e le conseguenze furono guerra e distruzione. Si può ripetere quella esperienza? Il presidente della Repubblica ha l'obbligo de1l'osservanza della Costituzione (art. 91). Come può essere candidato a tale carica chi intende violarla e farla violare? Ugo Barbero