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di Nicola Corda wROMA «La competizione vera è tra Bersani e Vendola e l'area che fa riferimento a Monti. Non credo che gli italiani possano dare credito a chi ha fallito». Pier Ferdinando Casini cerca di smontare l'appello al voto utile che in tutte le occasioni sta lanciando Berlusconi al bacino elettorale centrista. Il leader dell'Udc annuncia che le sue liste sono pronte, in attesa degli elenchi di Monti e del via libera sulla lista unitaria che al Senato terrà insieme anche Fli. Famiglia e identità cristiana i valori indicati da Casini, «non a caso abbiamo indicato Paola Binetti come capolista nelle piazze principali». Lei era contenta fino a ieri. Tuttavia, alla notizia che nelle liste dei Montiani ci saranno anche due omosessuali come Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it e Giuliano Gasparotti, presidente di Officine democratiche, l'entusiasmo si sarebbe raffreddato. «Ma non penso di rifiutare la candidatura per la presenza di colleghi di cui non condivido le posizioni», ha detto la combattiva deputata cattolica, protagonista di molte battaglie che in Parlamento nel passato hanno sbarrato la strada al riconoscimento delle coppie di fatto e dei diritti civili. Così i gay in lista fanno litigare i cattolici che affollano gli elenchi centristi e che hanno nell'Udc lo scudo più ortodosso. Tanto più che i due esponenti hanno subito annunciato che su quei temi intendono condurre nella prossima legislatura battaglie trasversali. Inutile dire che i malumori rimbalzano anche dalle stanze vaticane d'oltretevere che già hanno avanzato dubbi sugli eccessi di protagonismo di Andrea Riccardi e di Sant'Egidio. Dopo le polemiche ingaggiate con i montezemoliani (che secondo alcuni avrebbero rallentato la formazione delle liste) il fondatore della comunità ha però cercato di tranquillizzare: «Il partito della chiesa non esiste». Intanto Monti e i fedelissimi di Italia Futura continuano a ingaggiare candidati pescando dagli esclusi delle liste del Pd. Gli ultimi arrivati sono l'ex vice capogruppo alla Camera Alessandro Maran, che sarà capolista al Senato in Friuli e l'ex senatore e sindacalista della Cisl Benedetto Adragna. Numero uno in Veneto e sempre al Senato, ci sarà il docente di demografia dell'ateneo di Padova Giampiero Della Zuanna, seguito dall'Udc Antonio De Poli e l'ex Pdl Fabio Gava, nel collegio Piemonte 1 il presidente del gruppo nautico Azimut. Monti aveva annunciato che non avrebbe candidato con "Scelta Civica" parlamentari uscenti e, infatti, questi saranno tutti candidati a Palazzo Madama. Accanto a Valentina Vezzali, in testa alla lista delle Marche ci sarà la deputata dei Democratici Maria Paola Merloni, mentre alla Camera trova posto un altro renziano caduto nelle primarie, il sindaco di Porto Sant'Elpidio e presidente regionale dell'ANCI Mario Andrenacci. Sotto i colpi della scure dell'advisor Enrico Bondi, sarebbero caduti invece Beppe Pisanu ed Enzo Carra, il primo per le troppe legislature alle spalle, il secondo per la macchia di tangentopoli che ancora si porta dietro. «E' stato Monti a non volere il mio nome per via della condanna - ha dichiarato l'ex deputato dell'Udc - me l'ha detto Casini». ©RIPRODUZIONE RISERVATA