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di Maria Fiore wPAVIA Gli avvocati difensori si sono presentati ieri in aula sventolando la decisione della Cassazione che rimette in discussione il verdetto per i 110 imputati condannati nel più grande processo di mafia degli ultimi tempi. Ma non è bastato. I giudici della Corte d'Appello si sono limitati a prendere atto del provvedimento degli ermellini, senza sciogliere, di fatto, il pasticcio giuridico nato dalla decisione di annullare la parte della sentenza che il giudice Roberto Arnaldi - per un guasto alla stampante, che si era "mangiata" 120 pagine su 900 - aveva integrato in un momento successivo al primo deposito delle motivazioni del processo "Infinito", che si era svolto con rito abbreviato. Nessuna conseguenza immediata, dunque, sulle condanne. Questo significa che il processo (è in corso quello di secondo grado) va avanti anche per i quattro imputati pavesi, che erano stati condannati in primo grado, anche se per un'accusa diversa dalla contestazione di associazione mafiosa. Giovanni Valdes, l'ex sindaco di Borgarello, Alfredo Introini, abitante a Vernate e bancario a Binasco, e l'imprenditore di Tortona Salvatore Paolillo, dovevano rispondere di turbativa d'asta per la presunta gara truccata del terreno di via Di Vittorio a Borgarello. Erano stati condannati a un anno e 4 mesi (Valdes) e a un anno (Introini e Paolillo). Solo Franco Bertucca, imprenditore di Cura Carpignano, era stato condannato per associazione mafiosa a sei anni di carcere. Condanne che, fino a un diverso pronunciamento, restano valide. I legali dei tre imputati che avevano presentato ricorso in Cassazione – gli avvocati Raffaele Della Valle, Manuela Caciuttolo e Donatella Rapetti – alla fine hanno deciso di attendere le motivazioni del provvedimento della Cassazione. Motivazioni che potranno fare chiarezza. «Se non arriveranno entro una decina di giorni però – ha chiarito Della Valle – presenteremo un' istanza ai giudici d'appello per chiedere le scarcerazioni, perché ci troviamo di fronte a una sentenza che è come il "Visconte dimezzato", e che non spiega sulla base di cosa il gup ha calcolato le pene». Se le istanze venissero bocciate, i legali sono anche pronti a fare ricorso alla Corte Costituzionale. Le motivazioni della cassazione sono attese, comunque, da tutte le difese, visto che il provvedimento dei giudici si estende a tutti gli imputati. La questione nullità potrebbe già essere discussa nell'udienza del 15 gennaio, data in cui da programma dovrebbe anche cominciare la requisitoria del sostituto procuratore generale. E' probabile che i giudici decidano di arrivare fino alla sentenza – è prevista per il 22 febbraio – e sanare con le loro motivazioni il "buco" di quelle di primo grado. «Attendiamo di sapere cosa succederà – spiega l'avvocato di Bertucca, Orietta Stella –. In ogni caso nello stesso processo d'appello entreremo nel merito di tutte le anomalie rilevate nelle motivazioni della sentenza di Arnaldi, che avevamo subito sollevato». @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA